Il marito muore d’infarto, la moglie di stenti

7 Dicembre 2023

La coppia viveva nel borgo di Roccacasale: l’uomo di 86 anni accudiva la moglie 84enne, i decessi arrivati a distanza di ore

ROCCACASALE. Un dramma che nemmeno la penna di Camilleri avrebbe potuto immaginare. Una storia di amore e abbandono, con un epilogo tragico. Marito e moglie morti – forse a poche ore di distanza – nella casa dove vivevano in via Molino, a Roccacasale, un pugno di case abitate da 600 persone, quasi un presepe che si inerpica sulle pendici del monte Morrone. Salvatore Marino e Angela Giuliani, lui 86 anni e lei 84, sono stati trovati l’uno vicino all’altra, quasi a volersi fare coraggio prima di avviarsi verso l’ultimo viaggio della vita senza poter chiedere aiuto. Secondo la ricognizione del medico legale, l’uomo è morto per un malore improvviso (un infarto), mentre la donna si è spenta di stenti qualche ora più tardi. Angela era infatti malata da tempo e viveva allettata: era Salvatore a prendersi cura di lei notte e giorno, rinunciando persino a uscire di casa. A dare l’allarme è stato un vicino, Lucio, che una volta la settimana, il mercoledì, si recava nell’abitazione di via Molino per aiutarli nelle faccende domestiche e poi per andare a fare la spesa. Ieri mattina ha bussato alla porta più volte e non avendo risposta ha subito capito che era accaduto qualcosa di grave. È andato dunque in Comune e ha lanciato l’allarme. Dopo pochi minuti carabinieri e vigili del fuoco erano già sul posto per la triste scoperta. Sulla tragica vicenda la Procura di Sulmona ha aperto un’inchiesta con il magistrato di turno che ha provveduto a mettere i sigilli all’abitazione di via Molino. Non è prevista l’autopsia e il nulla osta per i funerali potrebbe arrivare già oggi.
una coppia unita e riservata
Salvatore Marino e Angela Giuliani formavano una coppia molto unita e riservata. Quando qualche anno fa è arrivata la malattia di Angela, Salvatore aveva scelto di starle vicino e accudirla. Per le faccende domestiche si era affidato ad un vecchio amico che si occupava anche delle provviste, una volta a settimana, il mercoledì, quando nel supermercato a valle del paese, i prodotti alimentari costano meno. Una coppia che, non avendo né figli né parenti prossimi in paese con l’unica nipote che vive a Milano, aveva scelto – con grande dignità – di vivere e affrontare le difficoltà nella riservatezza della loro casa in via Molino.
LE PRIME IPOTESI
Quando sono entrati in casa dopo aver forzato la porta d’ingresso, i vigili del fuoco hanno trovato l’anziana nel letto e il marito leggermente piegato verso di lei. Sulla porta di casa non c’erano segni di effrazione come in tutte le finestre che sono state trovate regolarmente chiuse. L’ipotesi di una morte violenta è stata subito scartata e messa da parte. Così come quella dell’omicidio-suicidio visto che sui corpi non c’erano segni di alcun tipo che potessero far pensare a un simile epilogo. I vigili del fuoco hanno controllato l’impianto di riscaldamento pensando a un possibile guasto. Ma l’impianto è risultato regolarmente funzionante. Insomma nella caldaia non è emerso nulla di anomalo ed è stata quindi esclusa anche la morte per le esalazioni da monossido di carbonio. A dare un preciso indirizzo alle indagini ha provveduto il medico legale della Asl, Maurizio Di Cioccio, intervenuto sul posto, il quale al termine della ricognizione sui due corpi ha riferito ai carabinieri che, molto probabilmente il marito è morto per un malore improvviso e la moglie sia deceduta qualche ora più tardi di stenti, per mancanza delle cure necessarie di cui aveva bisogno. La morte di entrambi risalirebbe alla notte di venerdì scorso o al massimo a sabato mattina.
L’INCHIESTA
Sul caso la Procura di Sulmona ha aperto un’inchiesta. I carabinieri hanno raccolto informazioni tra le persone che conoscevano i due anziani, compreso l’assessore ai Servizi sociali che è andato sul posto per riferire come il Comune aveva scelto di affrontare la situazione di isolamento e disagio in cui viveva la coppia.
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