Il medico: attenti alla posizione nel lettino

4 Ottobre 2016

D’Incecco, direttore della Neonatologia dell’ospedale pescarese: fate dormire i bimbi di schiena

PESCARA. Sids, morte in culla. Vari i modi di chiamare un evento tragico che sconvolge la vita dei genitori. E se la causa non è sempre certa, più sicuri sono i fattori di rischio, che mamma e papà possono tenere d’occhio quando mettono a nanna il bambino. La pratica da seguire è quella della nanna sicura, ben spiegata dal professor Carmine D’Incecco, direttore dell'Unità operativa di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale Santo Spirito di Pescara già lo scorso anno a un convegno sulle emergenze in età pediatrica.

Il medico torna a parlarne, cercando di dare qualche consiglio soprattutto ai genitori più giovani, meno esperti e forse più timorosi.

Tanto per cominciare, l’età più a rischio del lattante è fino ai 12 mesi, anche se dopo i sei mesi inizia a ridursi. È un’età in cui il piccolo non è propriamente cosciente nei movimenti, e quindi va adagiato nel modo giusto al momento della nanna. «Il bambino nella culla deve essere messo a dormire sulla schiena, mai di fianco e mai sulla pancia. È quella la posizione più sicura, meglio se senza cuscino e con un materasso non troppo rigido», raccomanda D’Incecco. Sconsigliata, poi, la pratica del co-sleeping, cioè del bimbo che dorme nel lettone con mamma e papà: «Nel sonno i movimenti sono incontrollabili, e il bambino potrebbe ritrovarsi schiacciato, coperto o in posizioni non idonee e pericolose», aggiunge il professore, «sì al lettino in camera dei genitori, che invece consente un monitoraggio della culla più immediato». Altro elemento fondamentale, la temperatura della stanza e del neonato: «La camera», spiega il neonatologo, «è bene che non superi mai i 22 gradi, e il piccolo non dovrà essere troppo coperto, al punto da avere nei movimenti il lenzuolino sul viso che potrebbe essere pericoloso. La zona dovrà avere un’aerazione sufficiente e il fumo in casa aumenta il rischio di morte in culla».

Il ciuccio per prevenire la Sids è consigliato, ma solo fino a sei mesi: «Alcuni studi dimostrano che il succhietto riduce il rischio, ma dovrebbe essere utilizzato dopo il primo mese di vita per favorire l’allattamento al seno, e non oltre i sei mesi perché superata quella fase può favorire l’insorgenza di otiti», prosegue D’Incecco, «inoltre recenti ricerche hanno confermato che c'è una bassa correlazione tra morti in culla e rigurgiti o vomito, questo è un mito da sfatare. Osservando queste buone pratiche è stato dimostrato che i risultati dal punto di vista statistico sono sorprendenti».

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