Il mercato torna a “casa”: bancarelle sulla strada parco

3 Marzo 2016

Addio filovia: l’area vendite da ieri e per i prossimi due anni nella sede originaria Soddisfazione tra gli ambulanti: «Finalmente gli affari possono ripartire»

PESCARA. Tre anni e mezzo circa alla diaspora e poi da ieri il ritorno nella cosiddetta area naturale. Il mercato del mercoledì, dopo l'esilio datato 10 ottobre 2012, è infatti tornato sulla strada parco. Anche se i primi spostamenti risalgono all'anno precedente, al febbraio 2011, quando l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luigi Albore Mascia, per i lavori relativi alla filovia che sarebbe dovuta transitare sulla strada, decise uno spostamento più a sud dell'attuale collocazione, che attualmente parte da via Cadorna, per dislocarsi, per poco più di un chilometro verso sud. Già nel febbraio del 2015, sotto la giunta del sindaco Marco Alessandrini (ieri presente al mercato, insieme, tra gli altri, col presidente del consiglio comunale, Antonio Blasioli), si era parlato di un ritorno imminente dalle vie dove nel frattempo i venditori ambulanti si erano posizionati, tra piazza Duca degli Abruzzi, via Cadorna e vie limitrofe. Ma non se ne fece nulla, fino a ieri. «Per almeno due anni», ha annunciato Blasioli riferendosi ai tempi tecnici per l'introduzione del nuovo, eventuale, mezzo pubblico che dovrà transitare sulla strada parco, dopo il tramonto dell'ipotesi filovia, «il mercato rimarrà su questa strada». E il ritorno dalla diaspora, per il mercato secondo per dimensioni solo a quello di via Pepe, è stato apprezzato dagli operatori. «Qui si sta meglio», sottolinea Khaled Benlembarek, mentre è alle prese con due clienti, «e si è più compatti. E poi c'è tanta gente. La pausa, l'ho invece vissuta male». Lo stesso arriva dal collega, originario del Marocco, Mustapha Diouri, con la sua mercanzia di leggings, pantacollant e pantaloni. «Qui c'è più movimento ed è comodo». Dalla "Boutique del mercato", di Maurizio Albini, l'antifona non cambia. «Qui siamo lineari e diritti», spiega Albini, che ai clienti offre le rimanenze dei negozi di abbigliamento, che acquista e ripropone nei mercati. «In più, ora gli avventori possono trovare il posto per parcheggiare». Da Teramo è invece arrivata Daniela Di Nicola, che, con il suo chiosco "La Squisita", vende, tra l'altro, della porchetta. «Ora qui c'è tanta gente, prima molti si rivolgevano al mercato coperto centrale».

«Qui si può passeggiare, transitare con i passeggini e viaggiare in bicicletta», si aggrega Claudio Campanilli, dal suo stand di casalinghi, mentre Franco Di Sabatino, titolare di uno spazio in cui propone tappeti, chiede che «il mercato ora rimanga per sempre sulla strada parco». Anche i clienti apprezzano, come Stefano Serafini di Montesilvano colle. «Qui mi piace», fa sapere, «e c'è più gente». Per Giacomo Barone, con i suoi articoli di pelletteria, «prima si era troppo sparpagliati. Anche se per i prodotti che vendo io come le borse, gli affari vanno meglio in estate, coi turisti». Sergio Susini, invece, dal suo banco di verdure, con Margherita Salvatore, chiede perché sia stato «lasciato vuoto uno spazio per le vendite», riferendosi a un tratto del marciapiede lato monti, e tiene a evidenziare che, a suo avviso, il mercato coperto di Porta Nuova sia «peggiorato, dopo essere stato spostato al primo piano». Anche per Anna Maria Biggioggero, milanese d'origine, ora residente in zona, «questo è il posto ideale per il mercato». Un'opinione condivisa da Domenico De Sanctis, uno dei venditori. «I cittadini sono abituati a questo posto».