Il messia nero del soul torna sul palco e incanta Roma

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È tornato sulla scena con un lavoro di straordinaria levatura per tutto il panorama soul e R&B. Pubblicato a nome D'Angelo and The Vanguard, «Black Messiah» ha consacrato definitivamente il cantautore statunitense re del neo soul ed è segnalato come uno dei dischi dell'anno. Sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, D'Angelo ha portato il meglio del suo talento, con una naturalezza e una perfezione che hanno trasceso i limiti di una qualsiasi esibizione live, in uno spettacolo che è durato più di due ore e che ha lasciato il pubblico letteralmente senza fiato.
Un concerto molto più vicino a una jam session che all'esecuzione di una scaletta di brani: ogni canzone si è prolungata in una serie di coinvolgenti improvvisazioni che hanno man mano fatto entrare il pubblico nello spettacolo in maniera totale. Tutto questo grazie a una band di incredibili professionisti, in particolare la sezione ritmica con Pino Palladino e Chris «Daddy» Dave, ma soprattutto grazie alla performance di D'Angelo: la sua voce non è stata mai così perfetta, ha abbracciato tutti i colori possibili, dalle tonalità più basse ai falsetti e alle grida. Se non bastasse, ha mostrato anche il suo lato di eccezionale strumentista, misurandosi alla chitarra elettrica e al piano elettrico con una maestria senza pari. Le canzoni avevano un impatto così forte, erano così ipnotiche che era impossibile non calarsi nell'atmosfera del concerto: non c'era alcuna persona tra il pubblico che non rispondesse ai movimenti dell'artista, che non lo seguisse nelle sue interazioni. Il pubblico si è abbandonato totalmente nelle sue mani, lasciandosi trasportare in un'estasi musicale.
Quello di D'Angelo è stato un ritorno dagli inferi dei suoi problemi personali che lo hanno portato fuori dalla scena per ben 14 anni. L'album uscito a dicembre scorso non poteva avere titolo più centrato: durante il concerto della rassegna Luglio Suona Bene 2015, sembrava assistere alla performance di un profeta che portava sul palco l'energia dei suoi numi tutelari.
La conclusiva «Untitle (How does it feel)» è stata un rito ipnotico e liberatorio durato 18 minuti. I musicisti sono usciti uno alla volta lasciando da solo D'Angelo che si è esibito in un ultimo assolo vocale. «Peace and love», ha detto al pubblico, congedandosi. Non c'è retorica nel dire che ieri all'Auditorium è passato un gigante della musica. La speranza è che sia tornato per restare.

