Il ministro all’Alberghiero: 41 milioni per le scuole

28 Marzo 2015

Il preside del De Cecco: ci serve un edificio nuovo in cui accorpare le tre sedi

PESCARA. Sono schierati, i ragazzi dell’Alberghiero che seguono l’indirizzo di accoglienza turistica. In divisa, sono pronti a dare il benvenuto al ministro all’Istruzione Stefania Giannini che poco dopo le 11,30 arriva nel cortile dell’istituto alberghiero De Cecco di via dei Sabini quaranta giorni dopo il crollo dell’intonaco che in un’aula di quell’edificio ferì lievemente tre studenti. Preceduta dalla senatrice Ncd Federica Chiavaroli che sin dal giorno del dramma l’ha messa in contatto con il dirigente scolastico Andrea Buzzelli e dalla deputata del Pd Vittoria D’Incecco figlia, quest’ultima, del fondatore e primo preside dell’istituto Alberghiero Giuseppe D’Incecco, il ministro riceve il saluto del prefetto Vincenzo D0Antuono e del sindaco Marco Alessandrini, del dirigente Buzzelli e degli altri presidi presenti in rappresentanza del consiglio dei dirigenti scolastici della provincia, insieme con il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Ettore Pellecchia e il vice direttore Rita Sebastiani, il vice presidente della Provincia Ennio Napoletano, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli con il comandante della compagnia di Pescara Claudio Scarponi e il vicario del questore Francesco Di Cicco.

Saluti e mazzo di fiori gialli, qualche foto con i ragazze dell’accoglienza e subito le prime promesse. La prima è quella dei 41 milioni di euro che il governo Renzi, dice il ministro, ha destinato alle scuole abruzzesi: «27 milioni per l’abbellimento degli edifici e il residuo per la messa in sicurezza. Dal 2014 al 2016», va avanti Stefania Giannini, «il governo stanzierà 3 miliardi e 100 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole, che si aggiungono ai 4 miliardi per la Buona scuola. Nel provvedimento legislativo che va in commissione Camera lunedì abbiamo un articolo, quello finale, che riguarda l'edilizia scolastica sul quale c’è una misura importante, 40 milioni di euro per il monitoraggio dei soffitti, che si collega anche a quanto avvenuto in questo edificio». Numeri che il ministro si lascia alle spalle insieme alla proposta di una card e di 500 euro da dare agli insegnanti per libri e aggiornamenti, mentre si appresta a visitare la scuola. Prima tappa l’ufficio di presidenza dove, con il dirigente scolastico e le altre autorità scolastiche, insieme ai politici a cui si aggiunge l’assessore regionale Marinella Sclocco, il ministro ascolta la prima richiesta del preside Buzzelli che punta subito alto: «Abbiamo 1.800 ragazzi divisi in tre edifici, che ora sono diventati cinque con il dislocamento dei circa 700 ragazzi al Manthonè e alla Di Marzio dopo il crollo di un mese fa. Da anni va avanti la questione della sede dell’Alberghiero, con i lavori per i nuovi laboratori fermi da mesi. Ma la soluzione migliore», argomenta il preside, «sarebbe proprio una sede nuova, senza che i ragazzi debbano essere costretti a spostarsi da una zona all’altra della città per frequentare i laboratori». Una richiesta a cui il ministro sembra lasciare qualche spiraglio quando, nella seconda riunione lampo a porte chiuse con i rappresentanti del consiglio dei presidi nell’aula magna della scuola, di fronte alle innumerevoli segnalazioni sulle gravi criticità dell’ediliza scolastica pescarese, il ministro promette una ricerca approfondita sull’eventuale stanziamento di fondi, lasciando intendere che ci sarebbero risorse per la realizzazione di scuole nuove. Quanto alla Provincia è il vice presidente Napoletano ad accompagnare con Buzzelli il ministro (per la verità dopo un tira e molla sugli eventuali rischi di sicurezza) nell’aula interessata dal crollo.

Poi la foto con i tre rappresentanti degli studenti Ivan Di Palma, Oscar Capricci e Matteo Cipollone che sorridono dopo aver appena rimarcato che «il preside ha fatto una furbata a non portare il ministro nell’altra sede di via Italica dove ci sono ancora le reti da pescatore al soffitto dopo i cedimenti di due anni fa», la foto con la prima Q sfrattata dopo il crollo in un laboratorio, qualche battuta con i ragazzi della seconda P, il saluto al personale e poi via verso la sede di via Tirino, per il pranzo allestito dai ragazzi nel ristorante didattico, l’altro sogno del preside Buzzelli e dove ad attendere il ministro c’erano una cinquantina di presidi di tutta la provincia oltre al rettore dell’università D’Annunzio Carmine D’Ilio. «Ho chiesto al ministro di aiutarci a realizzare questo sogno, un ristorante che consenta ai ragazzi di mettersi alla prova vendendo le pietanze che preparano oggi in laboratorio per acquistare le materie prime. Ma è un progetto che va regolamentato». Alla fine, dopo promesse e strette di mare, arriva il dossier della Provincia: un documento delle gravi emergenze delle scuole pescaresi che il vice presidente Napoletano consegna al ministro. «Noi stiamo partecipando a tutti i bandi, per Scuole sicure ci sono stati assegnati dei fondi per due istituti di Penne e uno di Pescara, ma i soldi non sono ancora disponibili. Il ministro ci ha garantito che arriveranno entro primavera».