Il ministro Grillo bacchetta per le lunghe liste d’attesa

24 Ottobre 2018

PESCARA. «Il problema delle liste d'attesa per accedere ad esami e visite mediche dipende per il 70-80% dall’organizzazione, per la restante percentuale è effettivamente un fatto legato ai soldi a...

PESCARA. «Il problema delle liste d'attesa per accedere ad esami e visite mediche dipende per il 70-80% dall’organizzazione, per la restante percentuale è effettivamente un fatto legato ai soldi a disposizione». Le parole sono del ministro della Salute Giulia Grillo durante la trasmissione di Rai3 “Fuori Tg”. «Negli anni scorsi i precedenti Governi non si sono occupati delle liste d'attesa, anzi posso dire che le liste non sono mai state governate», ha proseguito il ministro, ricordando di aver chiesto alle Regioni informazioni precise proprio sul loro funzionamento e che, dalle risposte ricevute, sono anche emersi i diversi metodi utilizzati su ogni territorio e i diversi tempi di attesa. Quanto ai territori virtuosi e a quelli inseriti nella lista nera, come ha evidenziato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva, «i maggiori problemi sono stati registrati in Abruzzo, Calabria, Campania e Lazio».
L’inserimento dell’Abruzzo tra le regioni in sofferenza, tuttavia, non convince il direttore del dipartimento regionale per la salute e il welfare Angelo Muraglia, fermamente convinto dell’assioma che «l’offerta genera la domanda». «Bisogna innanzitutto verificare da quali prestazioni sono formate queste lunghe liste di attesa», specifica, «noi monitoriamo costantemente quelle considerate prioritarie, vedi gli esami strumentali: tac, risonanze magnetiche, ecocardiogrammi ed ecodoppler oppure le visite specialistiche. Per questi flussi l’Abruzzo è adempiente. Bisogna sempre migliorare, certo, ma non possiamo assolutamente essere considerati inadempienti». «Se noi mettiamo sul mercato determinate prestazioni», aggiunge, «le liste di prenotazione si riempiono subito perché una maggiore offerta genera una domanda più alta. Ma non tutte le domande sono appropriate, ed esempio oggi si prescrivono con molta facilità esami strumentali a cittadini che non ne avrebbero bisogno». Secondo Muraglia, il problema delle liste d’attesa non è creato tanto dalla cattiva organizzazione, quanto dai finanziamenti «perché senza soldi non si possono acquistare i macchinari e assumere il personale». «Abbiamo chiesto», conclude, «di aumentare gli orari di apertura degli ambulatori, ma per farlo bisogna avere le risorse umane per coprire le turnazioni. Bisognerebbe assumere nuovo personale, ma non possiamo farlo perché ci sono i tetti di spesa che non lo consentono. Insomma dobbiamo trovare l’equilibrio rispettando i tetti economico-finanziari e le nuove esigenze del cittadino». (y.g.)