Il ministro Schillaci parla di assistenza territoriale sanitaria

TERAMO. “Dalla Pandemia da Covid ai nuovi modelli di assistenza territoriale: un approccio One Health verso gli obiettivi di salute dell’Agenda 2030” è stato il tema di un convegno che si è svolto...
TERAMO. “Dalla Pandemia da Covid ai nuovi modelli di assistenza territoriale: un approccio One Health verso gli obiettivi di salute dell’Agenda 2030” è stato il tema di un convegno che si è svolto ieri all’ospedale Mazzini. Si è parlato di assistenza territoriale alla luce del Dm 77 e del Pnrr , in un’ottica sia nazionale che locale. Nella sezione della mattina ha partecipato, collegandosi on line il ministro della Salute Orazio Schillaci che ha illustrato «nuovi modelli di assistenza, con un rafforzamento del territorio. La pandemia ha fatto emergere luci e ombre: le luci consistono nel contributo eccezionale dato dal nostro personale, le ombre la fragilità dell’assistenza territoriale. Esistono nuovi bisogni, sanitari e sociali, della popolazione anziana a cui dare risposta». Sull’Agenda 2030 il ministro ha sottolineato il requisito dell’equità «che è uno dei principi fondanti del nostro sistema sanitario, che ha carattere di universalità». Il direttore generale Maurizio Di Giosia ha rimarcato alcuni concetti espressi dal ministro e applicati alla Asl di Teramo come «la necessità di ripensare il modello organizzativo e gestionale nel suo complesso, aumentare l’offerta sanitaria ma soprattutto rispondere all’esigenza di prevenzione e cura di tutti i cittadini». Hanno partecipato anche il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, la direttrice del centro nazionale della clinical governance dell’Istituto superiore di sanità, Velia Bruno, Renato Lisio direttore di Card Abruzzo e Luigi Rossi, presidente di Card Toscana, la vicesindaco di Teramo Stefania Di Padova, Domenico Maria Crisarà, vicesegretario generale Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), e Francesco Enrichens dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Alla tavola rotonda hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì che ha portato i saluti del presidente Marco Marsilio impegnato a Bruxelles, del direttore generale del dipartimento Sanità della Regione, Claudio D’Amario, di Vincenzo Ciamponi, direttore generale della Asl di Pescara e quello di Teramo, Maurizio Di Giosia. L’assessore Verì ha posto l’accento su: continuità prossimità, circolarità, hub e spoke. «La nostra rete ospedaliera appena approvata non si è attenuta rigidamente agli standard del Dm 70», ha dichiarato, «così come la rete territoriale abruzzese, una delle prime approvate. Abbiamo indotto una riflessione a livello ministeriale, tanto che è stata creata una commissione per mettere in relazione quanto disposto dal Dm 70 con il contenuto del Dm 77». Sulle liste di attesa, Verì ha osservato che «le grandi apparecchiature acquistate serviranno a ridurle, ma serve anche più personale per farle funzionare a pieno regime, per cui abbiamo chiesto al ministro Schillaci fondi da impiegare per il personale». Poi è intervenuta on line il ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli, che ha sottolineato come «la missione 5 e la missione 6 debbano lavorare di pari passo per raggiungere gli obiettivi del Pnrr. Una persona non va identificata con la propria patologia e con la propria disabilità si pensa che chi ha una patologia cronica degenerativa, una patologia oncologica abbia bisogno solo di cure sanitarie specifiche».

