Il ministro visita la discarica La Edison: bonifica in 4 anni

Costa annuncia richieste di danni, la società replica: rispetteremo gli impegni
BUSSI SUL TIRINO . Nel giorno della visita del ministro dell’Ambiente alla discarica di Bussi, con tanto di vivace confronto con il sindaco Salvatore Lagatta sulla disponibilità o no dei soldi, Edison «conferma l’impegno concreto per la bonifica dell’area Tremonti, come da progetto presentato al dicastero nel 2018 e progressivamente integrato accogliendo le richieste di tutti gli enti competenti» e si dice pronta a difendersi in tutte le sedi contro le richieste di risarcimento danni, annunciate via Twitter («chi inquina, deve pagare») dallo stesso responsabile del dicastero.
Si sono mobilitati in tanti, ieri, per raggiungere il sito della discarica Tremonti, e incontrare Sergio Costa, in visita in Abruzzo al Movimento 5 Stelle. Al suo fianco la candidata alla presidenza della Regione Sara Marcozzi e il candidato consigliere Domenico Pettinari.
MESSA IN SICUREZZA Il ministro dell'Ambiente aveva annunciato di voler prendere visione di questo luogo che finora aveva conosciuto per i tentativi di messa in sicurezza eseguiti dall'ex commissario governativo Adriano Goio, come la palancolata per isolare le aree inquinate attigue al fiume dal corso d'acqua e ridurre le filtrazioni delle sostanze inquinanti contenute nel terreno, e il cupping, la copertura che Goio fece eseguire sull'area per impedire che le acque piovane penetrassero in profondità, dilavassero il terreno e conducessero il carico delle sostanze contenute nel fiume.
LA FALDA Ieri Costa ha potuto apprendere nei dettagli la portata del problema, ora comunque in mano alla Edison, proprietaria del fondo, che ne sta curando la bonifica definitiva. A ogni domanda che il ministro ha posto sono state date risposte dai dirigenti di Edison, soprattutto sulle attività messe in atto negli ultimi tempi per tenere sotto monitoraggio i contenuti contaminanti della falda acquifera e sul tipo di progettazione di bonifica definitiva che la Edison ha approntato. E che dovrebbe essere attuato nel giro di circa quattro anni, anche se resterebbero alcune zone della fascia sud ovest, che hanno necessità di maggiori approfondimenti.
EDISON In merito allo stabilimento industriale di Bussi, Edison ha precisato in una nota «che esso è transitato fin dal 1981 nella proprietà e gestione di Ausimont che ha, tra l’altro, realizzato e gestito le discariche 2A e 2B in esso insistenti. Ausimont è stata ceduta a Solvay che l’ha incorporata succedendo nelle responsabilità e negli obblighi di essa. Ci si aspetta pertanto che tutti i soggetti coinvolti facciano la loro parte».
Per quanto riguarda la contaminazione dell’area Tremonti, Edison ha confermato «gli impegni assunti mettendo a disposizione le proprie competenze e risorse economiche, come ha sempre fatto da azienda seria che non si è mai sottratta alle proprie responsabilità ed è l’unico soggetto che si è fatto carico, anche economicamente, delle azioni di ripristino del territorio».
Poi ha aggiunto: «Sono ora in corso i tavoli tecnici allo stesso ministero e all’Ispra per definire le modalità operative e dare inizio alle attività di bonifica. Inoltre Edison ha già avviato le attività legate alle misure di prevenzione sul sito». Edison si è detta «a disposizione di tutte le autorità competenti e pronta ad affrontare con serenità e serietà tutte le azioni che saranno intraprese nei suoi confronti, rispetto alle quali non mancherà di allestire tutte le difese a propria tutela».
I CITTADINI DI BUSSI Costa ha ribadito che il caso Bussi sarà tenuto nella giusta considerazione, assicurando la disponibilità del suo dicastero a seguire ogni sviluppo. Ma i bussesi, sindaco in testa, ieri erano molto più interessati ad avere risposte sulla procedura di bonifica delle aree esterne alla Tremonti, le 2a e 2b, per le quali sono in procinto circa 50 milioni che il ministero dovrebbe rendere disponibili al consorzio di imprese capeggiato dalla Dec-Deme, per compiere la bonifica e sulla cui erogazione giorni fa la dirigente del ministero dell'Ambiente, Luciana Distaso, ha sollevato dubbi di legittimità alla concessione, concludendo che l'operazione non sarebbe possibile per motivi di carattere procedurale.
LA DIFFIDA AL MINISTERO Una tesi che Lagatta ha contestato, ricordando di aver già diffidato il ministero e avvertendo, così come ieri ha ribadito a Costa, che avrebbe intrapreso anche azioni legali per sbloccare i procedimenti ancora congelati al ministero da circa un anno, da quando cioè lo stesso Comune di Bussi dovette acquisire in proprietà l'area quale pregiudiziale a poter usufruire del finanziamento pubblico.
L’INVITO A ROMA Costa ha ascoltato le ragioni del sindaco, ma poi si è meravigliato che l'area della discarica Tremonti sulla quale si trovavano a discutere non fosse quella delle 2a e 2b, dove lui invece pensava di trovarsi, ha rassicurato Lagatta che il provvedimento di erogazione dei 50 milioni è stato già eseguito dal ministero lo scorso dicembre, non dando peso a quanto riferito dalla Distaso. Per ogni approfondimento delle questioni che riguardano questo procedimento e in generale la situazione ambientale di Bussi, il ministro ha invitato Lagatta a un incontro a Roma.
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