«Il mio volantino abusivo al posto dell’insegna negata»

Bruno Peca multato di 422 euro: «Al Comune avevo chiesto di poter pubblicizzare la mia attività, sto ancora aspettando»
MONTESILVANO. C’è anche il noto commerciante Bruno Peca nella lista delle 35 persone multate nei giorni scorsi per affissione abusiva dalla polizia municipale. Gli agenti hanno messo a verbale contravvenzioni da 422 euro ciascuna, per un totale di circa 15 mila euro, dopo aver individuato manifesti e cartelli non regolari collocati sui pali stradali per pubblicizzare attività, promuovere affitti e vendite di appartamenti o cercare posti di lavoro.
A subire il giro di vite amministrativo contro l’abusivismo, a tutela dei commercianti in regola e del decoro cittadino, dunque, è stato tra gli altri il proprietario del Peca Village, che da qualche mese ha abbandonato corso Umberto per trasferire la propria attività in via De Amicis, piccola traversa di via Ovidio, a pochi passi dalla nazionale Adriatica. «Il mio abuso è di aver affisso un piccolo cartello da 10 centimetri per segnalare la mia attività», spiega Peca, «tutto perché l’amministrazione non ha mai risposto alle mie istanze. Più volte, avevo sollecitato l’autorizzazione a installare la segnaletica pubblicitaria, ma ogni volta mi è stato detto che non era possibile, perché gli uffici comunali erano in attesa di un bando relativo sulle insegne. Così ho deciso di provvedere da solo, con un piccolo cartello, in attesa dei soliti tempi infiniti». Problematica, quella dell’attesa del nuovo bando, dopo che il primo è andato deserto, segnalata anche da altri negozianti. «Mi chiedo», aggiunge lo storico commerciante montesilvanese, «se anche tutti i politici, che a ogni campagna elettorale imbrattano e deturpano la città con le loro facce, siano mai stati multati. D’accordo, forse ho sbagliato. Ma attorno a me vedo un’enormità di abusi, certamente più gravi, che però nessuno vuole vedere. Invito l’assessore Cilli, anche in qualità di ingegnere, a osservare il colle o a fare un giro in via Venezia Giulia, che io chiamo "strada senza vergogna", dove sono stati costruiti palazzoni senza neanche il marciapiede». Peca punta il dito contro l’assessore al Commercio anche per la mancanza di iniziative per sostenere il settore. «Sarebbe bello se l’assessore andasse sui giornali per raccontare iniziative realizzate a favore dei commercianti», prosegue, «e non vantandosi di aver multato la povera gente solo perché non ha trovato alternative all’ignavia e ai tempi elefantiaci della burocrazia. La realtà è che qui non si fa mai niente. Si pensa solo ai mercati rionali. E il commercio muore. Ne è testimonianza», chiosa Peca, «il fatto che su corso Umberto, un tempo centro della moda, le attività stanno sparendo tutte com’è già accaduto in piazza Diaz. Sono rimasti ormai solo negozi di materassi e apparecchi acustici».
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