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Il Museo d’arte senza finanziamenti resta chiuso

PENNE. Il Museo d'arte moderna e contemporanea è chiuso da troppo tempo. Inaugurato nel maggio 2011, sotto l'allora amministrazione Di Marcoberardino, il museo è stato aperto veramente con il...

PENNE. Il Museo d'arte moderna e contemporanea è chiuso da troppo tempo. Inaugurato nel maggio 2011, sotto l'allora amministrazione Di Marcoberardino, il museo è stato aperto veramente con il contagocce nel corso di questi anni.

Allestito all'interno dello storica dimora Castiglione-De Leone, in via Muzio Pansa 37/39, la struttura è stata concepita come luogo in fieri, una sorta di work in progress dell’arte. Purtroppo, a causa dei pochi fondi a disposizione non è stato possibile tenere aperto lo spazio espositivo con la continuità inizialmente auspicata.

Il palazzo espositivo De Leone, testimonianza storica della nobiltà del tardo Cinquecento pennese, si trova nell’area del Duomo e raccoglie tre sezioni: le prime due dedicate a Remo Brindisi, l’altra alla collezione Galluppi. Nel 1992, fu lo stesso Remo Brindisi a donare alla città di Penne una serie di opere di elevato valore artistico che sono oggi esposte nelle sale del nuovo museo.

Una seconda sezione, dedicata sempre a Brindisi, si compone di opere donate dalla famiglia Di Fabrizio-Savini, legata al maestro da una profonda amicizia. La terza sezione è composta, invece, dalla donazione del 2003 di Giovanna Vallauri e sua figlia Teresa della collezione di Enrico Galluppi. La chiusura prolungata del museo è una situazione insopportabile soprattutto per chi, come la famiglia Savini-Di Fabrizio, ha fatto sì che il museo potesse fregiarsi di ben 33 opere del grande maestro Remo Brindisi. «Avevamo donato le opere», spiega la famiglia, «affinchè potessero essere ammirate da cittadini e turisti. Nel corso degli anni, però, raramente la struttura è stata aperta. Per noi è un rammarico immenso veder abbandonate simili bellezze artistiche. A questo punto non ha senso tenerle chiuse a marcire. Dispiace anche che gli amministratori locali non abbiano accolto positivamente le proposte di alcuni anziani di Penne che nei mesi scorsi avevano offerto la propria disponibilità per aprire e chiudere la struttura. La nostra non vuole essere una polemica sterile ma un monito affinché le cose possano cambiare in meglio».

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