Calcio serie B

Pescara, l’ex Zanutta: «A Reggio un pari non sarebbe da buttare»

2 Aprile 2026

Il difensore ha giocato con il Delfino e con la Reggiana: «Non è uno spareggio e i biancazzurri all’andata hanno già vinto...»

PESCARA. Una partita speciale quella del lunedì di Pasquetta per l’ex difensore di Reggiana e Pescara Michele Zanutta. Nella sua ultraventennale carriera fra metà anni ’80 e metà anni 2000, buona parte l’ha trascorsa vestendo queste due magliette. Fra un ricordo e l’altro, l’attuale direttore tecnico del settore giovanile del Cjarlins Muzane (la squadra friulana del paese dove è nato il 20 ottobre 1967) spera in una salvezza di entrambe le squadre.

Zanutta, come inquadra questo spareggio?

«Innanzitutto eviterei toni drammatici perché dopo questa gara mancheranno comunque altre 5 partite con 15 punti in palio, oltre ai play out. Ancora tanta roba, considerando che ogni giornata ci sono almeno 2-3 scontri diretti».

Parteggia per qualcuno in particolare?

«Reggiana e Pescara rappresentano i miei amori calcistici e sono molto combattuto su chi tifare. Non voglio fare torti a nessuno e prevedo un pareggio. Se poi ci mettiamo dentro anche la Sampdoria, il club dove sono cresciuto calcisticamente e con cui ho pure esordito in serie A, mi diventa ancora più arduo esprimere un parere».

Se proprio deve scegliere? «Ho militato nella Reggiana per 7 stagioni vincendo 2 campionati, uno di serie C1 e un altro di serie B ma anche in biancazzurro mi sono tolto belle soddisfazioni. Almeno 3 volte sui 6 campionati di B disputati a Pescara andammo vicinissimi alla promozione in A: l’anno di Francesco Oddo allenatore, eravamo campioni d’inverno con un certo Carnevale in attacco insieme a Giampaolo anche se dopo rischiammo addirittura la retrocessione. Nella stagione seguente, con Delio Rossi alla guida, giocavamo un bellissimo calcio e siamo stati competitivi per salire quasi fino alla fine. Per non parlare del torneo 1998-99, quando mancammo l’obiettivo per un solo maledettissimo punto».

Con chi è rimasto maggiormente in contatto fra i compagni delle sue 177 presenze con il Delfino?

«Spesso mi capita di venire in città a rivedere tanti amici di un tempo. L’estate scorsa sono stato a trovare Michele Gelsi nel suo stabilimento balneare, rivedo volentieri altri come Bordoni e Chionna ma anche il ds Iaconi che all’epoca mi volle fortemente per rinforzare la difesa. Poi non ho mai dimenticato il pubblico pescarese, ecco questa piazza non ha nulla da invidiare a Udine per tifo e passione. E allora mi chiedo perché non è mai riuscita a disputare almeno 4-5 stagioni consecutive in A?».

Dall’alto della sua esperienza, cosa serve in questi momenti per sprintare nella volata salvezza?

«Non farsi prendere dalla fretta. Questo campionato di serie B mi sembra molto simile a quelli di tanti anni fa, dove si lottava punto a punto sia in zona promozione che per evitare la retrocessione. Si deciderà tutto all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Un altro aspetto fondamentale è quello di stare attenti alla classifica avulsa degli scontri diretti. Al Pescara, ad esempio, può andar bene anche il pareggio con la Reggiana perché ha vinto la sfida d’andata».

Come valuta l’esonero di Rubinacci per Bisoli?

«Avevano bisogno di una scossa dopo un filotto negativo. Bisoli è un tecnico navigato per la serie B ma poi in campo ci scendono i calciatori».