Il Nas spiega il doping «Ragazzi, non fidatevi»

5 Dicembre 2015

Il comandante Candelli a colloquio con gli studenti della scuola media Pascoli «Le scorciatoie sono un’illusione». Lo psichiatra Trotta: quei farmaci sono droga

PESCARA. «Il doping è quell’aiutino illegale che evita i sacrifici e consente di migliorare le proprie prestazioni fisiche. È come se uno più grande di voi vi mandasse via Whatsapp le soluzioni del compito in classe: all’inizio fareste bella figura, ma prima o poi sbattereste contro un muro. Per il doping, quel muro siamo noi». Parla così agli alunni della scuola media Pascoli, di via Milano, il comandante dei carabinieri del Nas Domenico Candelli. E il capitano, mentre anche a Pescara l’uso dei farmaci con la controindicazione (desiderata) di gonfiare i muscoli diventa sempre più diffuso come raccontano le inchieste in sequenza, mette in guardia i ragazzi, soprattutto quelli che già praticano sport: «Non vi fidate degli allenatori che vi chiedono di prendere pasticche. Fidatevi dei vostri genitori, dei medici e di noi carabinieri». E Candelli dà anche la sua mail ai ragazzi: «Se avete dubbi, scrivetemi. Le scorciatoie non portano da nessuna parte. Ricordate che il doping non fa venire il raffreddore, ma malattie che possono provocare anche la morte». Un argomento di attualità con il deferimento di 26 atleti della Nazionale italiana e che gli alunni vogliono conoscere a fondo.

Nell’incontro di ieri, con l’associazione Amico medico guidata da Paolo Angelucci, i Nas raccontano delle ultime operazioni che ruotano tra Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo: dalle ricette falsificate per acquistare steroidi per i cani fino agli acquisti abusivi di fiale di testosterone. Su un banco, ecco i farmaci sequestrati: Testovis, Winstrol, Metanabol, Saizen, Depon e anche i comuni cortisonici come il Bentelan. Presi in assenza di malattie, cambiano il corpo e migliorano le prestazioni ma è un’illusione.

Il luogotenente Placido Abatantuoni, uno degli ispettori nazionali antidoping, spiega ai ragazzi che fare uso di doping determina è una frode sportiva e un reato penale: «Nelle intercettazioni», racconta, «ho sentito anche piangere una mamma perché aveva trovato pasticche nella borsa del figlio». E i carabinieri catalogano così le sostanze vietate: «C’è Il Nandrolone equiparato a una droga che aumenta la massa muscolare; l’Eritropoietina (Epo) che aumenta la resistenza alla fatica; i diuretici che si usano per mascherare l’assunzione di prodotti dopanti; gli steroidi per incrementare la forza. E poi», dice Abatantuoni, «c’è chi si fa le trasfusioni di sangue». E non solo i professionisti: lo fanno anche gli amatori, quelli che comprano i farmaci su Internet anche se è proibito. «In un caso, nelle pasticche abbiamo trovato anche estratti di cadaveri», rivela Abatantuoni.

«Chi si dopa si droga», dice Sabatino Trotta, psichiatra e direttore del Centro di salute mentale, «è un segnale di debolezza delle persone. Prendere una compressa per avere più muscoli è sciocco: voi dovete essere apprezzati per quello che siete dentro».

La preside Roberta Dalla Ragione riassume così: «Il doping? Falsa i risultati».

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