Il no di Penne all’ospedale Covid «Subito un vertice con Pescara»

PENNE. No al passaggio del San Massimo a ospedale Covid. Il partito del no cresce ogni giorno sempre di più. «Ieri mattina ho chiesto al sindaco di Pescara, Carlo Masci, presidente del comitato...
PENNE. No al passaggio del San Massimo a ospedale Covid. Il partito del no cresce ogni giorno sempre di più. «Ieri mattina ho chiesto al sindaco di Pescara, Carlo Masci, presidente del comitato ristretto dei sindaci, una riunione urgente per scongiurare la possibilità che il San Massimo torni a essere ospedale Covid», ha detto il sindaco di Penne, Mario Semproni. Una decisione, quella di riportare il San Massimo a ospitare pazienti Covid, che provocherebbe più di un ridimensionamento alle altre attività sanitarie, a partire da quelle chirurgiche. Anche il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, ha contestato la scelta. «Collocare l'ospedale di Penne come Covid Hospital è l'ennesima prova che il centrodestra in Abruzzo non ha rispetto per il diritto alla salute di Penne e di tutta l'area vestina. Il San Massimo, a causa di scelte politiche errate, oggi è un ospedale smembrato con carenze croniche di infermieri, medici e Oss. Quello di Penne è un ospedale che dovrebbe essere riclassificato. Svuotarlo anche dei pochi servizi che oggi è in grado di fornire per consentirgli di curare solo le patologie Covid, significa sancire la sua morte. Quello di Penne deve diventare un ospedale di base con sede di pronto soccorso, bisogna quindi aprire reparti e portare personale sanitario affinché sia sede di primariati, e raggiunga un'autonomia giuridica, funzionale ed economica senza dipendere dall'ospedale di Pescara. La Regione pensi a rendere operativi i numeri fissi che sono indicati sulla piattaforma per prenotare i vaccini. Le persone anziane non sono particolarmente capaci a effettuare prenotazioni on line, ecco perché rendere i numeri fruibili è ancor più indispensabile per gli over 80».
A Penne si continua a combattere una doppia battaglia sanitaria, quella contro il coronavirus e quella contro la riconversione in ospedale Covid del San Massimo. «Contiamo 26 positivi accertati, ma ci troviamo sempre di fronte a varianti nuove e imprevedibili che stanno interessando anche la fascia di età dei più giovani», fa sapere l'assessore alla sanità del Comune di Penne, Pina Tulli. «Abbiamo organizzato lo screening su base volontaria per le scuole Mario Giardini e Laura Ciulli Paratore. Bisogna sempre essere attenti a rispettare le regole. Per quanto riguarda l'ospedale Covid, la direzione generale e i vari tecnici stanno facendo le loro valutazioni. Stiamo combattendo una guerra senza pari».
Il "no" all'ospedale Covid a Penne si alza forte anche dal segretario Pd locale, Andrea Vecchiotti. «Riattivare il Covid Hospital nel San Massimo di Penne è una scelta che riteniamo profondamente sbagliata dato che inciderà negativamente proprio sulla funzionalità del San Massimo», sottolinea Vecchiotti. «Appare assurdo che la direzione della Asl prenda una decisione del genere senza prevedere un aumento del personale medico e infermieristico, considerando anche le già note carenze proprio nel numero di medici, di infermieri e di personale Oss».
A Loreto Aprutino sono 11 i casi accertati di positività al coronavirus, due quelli registrati a Montebello di Bertona. A Collecorvino, invece, arriva un sospiro di sollievo per un 55enne che da qualche settimana era ricoverato nel reparto Covid-19 di Pescara in terapia intensiva e ora invece pare sulla via della guarigione. «Attualmente, sul nostro territorio comunale abbiamo 10 positivi attivi», spiega il sindaco Antonio Zaffiri. A Civitella Casanova, il sindaco Marco D'Andrea è in attesa di ricevere le comunicazioni di eventuali positivi dalla Asl. Ufficialmente, c'è sola una persona in isolamento fiduciario controllato.

