«Il nostro paese è sotto choc»

Il dolore di amici e conoscenti nel borgo dove vivono genitori e sorella
TORNARECCIO. «La notizia mi ha sconvolto. Se n’è andato un bravo ragazzo, un lavoratore, uno che ha fatto della serietà, uno stile di vita». È incredulo il sindaco di Tornareccio, Nicola Iannone, nell’apprendere della morte, per un tragico incidente sul lavoro, di Massimo Carbonetti, 48enne, originario di Tornareccio e residente da alcuni anni in contrada Castelluccio di Atessa. Aveva frequentato l’Ipsia di Atessa, quell’istituto professionale statale per l'industria e l'artigianato che forma le nuove generazioni al lavoro e, finiti gli studi, la sua intraprendenza l’ha portato a interessarsi di noleggi, di trasporti, piccoli e grandi mezzi: la sua passione.
«Fin da ragazzo», dice Luigi, un suo collega di studi, «aveva voglia di fare, era concreto e faceva del lavoro un impegno serio. Dispiace che se ne sia andato proprio così». A Tornareccio la notizia si è divulgata nel tardo pomeriggio e ha lasciato la comunità attonita. In questi casi i ricordi vanno di pari passo, anzi amplificano il dolore. Era molto conosciuto in paese, la famiglia abita in via Vannoni. Il papà Ignazio, la madre Maria e la sorella Marta, non si danno pace. Ieri pomeriggio i parenti più stretti sono andati a Ortona, sul luogo dell’incidente, dove si sono vissuti momenti strazianti di dolore. Era sposato, Massimo, con Simona Lusi, di Atessa. Una coppia che aveva ancora progetti e speranze. Dolore e sconcerto anche a Castelluccio di Atessa, i cui abitanti fanno corona, con il silenzio e la costernazione, al cospetto di questo dramma. Adesso le due comunità aspettano il funerale (data ancora da decidersi con la salma a disposizione dell’autorità giudiziaria) per stringersi attorno alla famiglia di Massimo, ennesimo morto sul lavoro.
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