Il notaio D’Ambrosio sposa Loris «Orgoglioso di farlo nella mia città»

Domani la cerimonia in Comune celebrata dal sindaco, ex compagno di scuola del 46enne pescarese. Il professionista: rendiamo pubblica la nostra scelta sperando che possa aiutare a comprendere meglio
PESCARA. «Ho aspettato di poterlo fare qui, nella mia città, dove vivo e lavoro. Che senso avrebbe avuto andare all’estero?».
Michele D’Ambrosio, notaio pescarese di 47 anni figlio dello storico notaio Nicola D’Ambrosio, con il compagno Loris Maccarone, 42 anni, di Chieti, è prossimo alle nozze che il sindaco Marco Alessandrini, ex compagno di scuola di D’Ambrosio al Classico, celebrerà domani pomeriggio in Comune.
Un testimonial d’eccezione per il primo cittadino, orgoglioso di aver garantito dal 2016 «un diritto che prima non c’era» e che in questo anno ha visto unite in matrimonio a Pescara cinque coppie gay, con altre due cerimonie in programma di qui a settembre. «Ricordo la prima», commenta il sindaco, «una coppia al femminile attentissima alla riservatezza della cerimonia».
Riservatezza che invece il notaio D’Ambrosio, con il compagno di vita e di lavoro Maccarone, dopo una breve riflessione ha scelto di superare, rendendo pubblica la propria vita privata «se solo servirà ad aiutare anche una persona a meglio intendere quello che è soltanto un diritto. Perché alla fine di questo si tratta», sottolinea D’Ambrosio, «e mi fa anche un po’ specie che faccia ancora notizia. Dopo 12 anni insieme, Loris ed io non facciamo che dare forma a quello che già esiste nella sostanza. Ma il fatto che lo Stato riconosca una forma di vincolo affettivo sociale è motivo di soddisfazione, di orgoglio, e di consapevolezza. Noi ce lo siamo chiesti, a che serve? Ecco», va avanti il notaio pescarese, «forse nella vita di tutti i giorni non cambierà nulla, ma nell’ambito sociale e dei diritti sì. E allora l’unione civile diventa un atto giusto e necessario. Non ho mai nascosto nulla di me, ma non sono stato mai neanche un paladino dei diritti delle minoranze. E non ero fiero di vivere in un Paese dove questo riconoscimento non c’era».
Mai nessun problema?
«Mai avuto alcun problema di carattere discriminatorio o omofobico», spiega , «è chiaro che nel modo di parlare e di porsi siamo un Paese che deve ancora crescere. E forse è proprio questo il momento di approfittarne anche per sdoganare e rendere giusta una cosa naturale, in una prospettiva di armonia che poi è quella che si dovrebbe raggiungere in tutti i rapporti che una persona crea durante la sua vita. Rapporti di lavoro, di amicizia, di amore. Siamo meteore inserite in un contesto di rapporti e non possiamo non prendere in considerazione la nostra socialità. Quindi mi ha fatto piacere, dopo la notizia delle nozze, ricevere apprezzamenti anche da persone che non mi aspettavo, così come gli auguri da gran parte della clientela. E mi ha fatto anche immensamente piacere poter rispondere alla signora che ci aiuta in casa, e che era convinta che ci fossimo già spostati all’estero di nascosto, che no, che Loris e io ci sposiamo qui, a Pescara, con i parenti, gli amici di una vita e tutte le persone con cui abbiamo condiviso qualcosa». Circa 200 invitati, destinatari di altrettante partecipazioni («di una semplicità unica») disegnate dall’artista e architetto Lucio Rosato. «Molti degli amici mi hanno chiesto di poter portare i figli alla cerimonia in Comune, per vedere, per fargli capire quello di cui si parla. Ma i bambini sono quelli che si sorprendono di meno», dice D’Ambrosio, «perché è una cosa naturale. Una festa da vivere nel modo più leggero, naturale e lieve possibile».
Unico cruccio, lasciare a casa Luna, la Golden Retriver di sette anni, terzo pezzo della famiglia. Per testimoni, gli amici fraterni Marco Forlani e Raffaella Cardelli per D’Ambrosio, Walter Mura e Miranda Marcella per Maccarone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

