«Il numero degli assessori va aumentato»

16 Aprile 2024

I consiglieri con delega sono la soluzione temporanea, così Marsilio punta a cambiare la legge

L’AQUILA. Le nomine dei consiglieri con delega in giunta che tengono banco nella discussione sono in realtà una soluzione temporanea. Per Marco Marsilio infatti è fondamentale cambiare la norma sulla riduzione degli assessori nelle Giunte regionali. «Un conto è avere nel quotidiano una dozzina di assessori», spiega Marsilio, « che parlano costantemente con il governo, un conto avere solo sei assessori che devono parlare con tre ministri ciascuno, seguire troppe pratiche, perché gli assessorati si accumulano di competenze, e poi la ventiquattresima ora scatta per tutti. La norma che ha ridotto il numero di assessori e consiglieri va rivista, perché penalizza le regioni piccole come l'Abruzzo. E io non ho problemi ad ammettere di avere sbagliato nel votare il taglio, come deputato del Pdl nel 2011».
Marsilio evidenzia come il numero di assessori massimo in Abruzzo è di sei, mentre in Sardegna, Regione a statuto speciale, ma con lo stesso numero di abitanti, sono dodici. E rimarca di essere promotore «non da oggi, del dibattito sul tema della cosiddetta “coperta corta”. Non mi illudo che, se gli assessori fossero stati il doppio, sarebbe stato facile comporre la Giunta, la mia collega presidente sarda ha avuto gli analoghi problemi, e ha avuto quindici giorni in più per decidere, e ha chiuso solo pochi giorni fa, con il doppio degli assessorati a disposizione, pur avendo la Regione Sardegna la stessa classe demografica dell'Abruzzo».
«Comunque», continua Marsilio, « da due anni su questo tema mi sto facendo promotore di una battaglia. C'è intanto una sperequazione con le Regioni a statuto speciale che, con un ricorso, non applicarono quella legge che prevedeva la cura dimagrante, il taglio delle poltrone, la riduzione della spesa pubblica».
«La Regione Abruzzo», aggiunge il presidente rieletto, «partecipa alla Conferenza delle Regioni, alla conferenza Stato-Regioni e alle varie commissioni, dove si discutono cose molto importanti, come la ripartizione del fondo sanitario nazionale, quello dei trasporti, dei fondi di coesione. Ebbene, nella Conferenza delle Regioni ci sono 14 commissioni, ma è chiaro che, se la Regione Abruzzo è rappresentata da 6, massimo 7 assessori, in metà delle commissioni non abbiamo neanche materialmente la possibilità di mandare qualcuno, per far valere le nostre posizioni, mentre, ad esempio, la Lombardia ha 16 assessori». Non è una questione di tenuta politica, sottolinea poi Marsilio: «La maggioranza in Basilicata va avanti anche con quattro assessori, ma è chiaro che con meno posti aumentano i conflitti, è difficile rispettare gli equilibri». Come può accadere anche in Abruzzo.
«Le legittime aspettative devono trovare poi una sintesi. E io mi assumo, come mio dovere, la responsabilità delle scelte», ha ammesso Marsilio, quando la scorsa settimana ha presentato la nuova giunta ringraziando la sua maggioranza per la "pazienza". A maggior ragione, però, «con le altre Regioni abbiamo chiesto di rivedere questa norma che penalizza le regioni piccole. Con meno consiglieri, poi, a rimanere scoperti, senza rappresentanza sono i territori meno popolosi, e marginali. Ci vuole una modifica in Parlamento di questa norma, è una questione che sta sopra di noi, poi eventualmente saremo noi ad essere investiti della modifica dello statuto e sapete quanto sia delicato un passaggio statutario, e quanto sia facile strumentalizzare questo tema».
Nel frattempo, il presidente rieletto ha scelto di seguire le orme del suo precedessore, Luciano D’Alfonso che, nel 2018, nomino ben quattro consiglieri delegati. E non solo. Sempre con D’Alfonso è comparsa la figura del sottosegretario con delega in giunta che ora Marsilio vorrebbe persino raddoppiare in modo che nessuno della sua quadra resti con il muso lungo. (l.c.)