Il nuovo mercatino etnico pronto per la fine del mese

15 Febbraio 2019

I lavori nel sottopasso sono quasi finiti, già assegnati gli spazi a 76 ambulanti Sì alla luce centralizzata, no alle prese di corrente per i singoli commercianti 

PESCARA. A quasi tre anni dall’avvio dei lavori, il mercatino etnico sta finalmente per essere completato. Entro la fine del mese la ditta, che si è aggiudicata l’appalto, consegnerà al Comune la nuova opera realizzata nel sottopasso di via Ferrari, intitolato alla filosofa francese Simone Weil. Lo ha rivelato ieri il dirigente ai lavori pubblici Giuliano Rossi. A marzo, quindi, il nuovo mercatino realizzato per gli ambulanti senegalesi potrebbe già aprire.
Tra l’altro, sono state già fatte le assegnazioni degli spazi. Su 100 posti disponibili, sono arrivate 76 domande da parte degli ambulanti, in gran parte senegalesi. Un numero molto più basso del previsto, visto che tre anni fa, quando è scattato lo sgombero dell’area occupata dal mercatino a fianco della stazione, i commercianti erano circa 300.
La nuova struttura, comunque, verrà gestita in un primo tempo dal Comune. Dopodiché, si procederà ad una gara per l’affidamento a qualche associazione.
Il sottopasso di via Ferrari è stato allestito con un impianto di illuminazione centralizzato. Non ci saranno invece, hanno assicurato i tecnici del Comune, le prese di corrente per i singoli stalli che verranno occupati dagli ambulanti.
La notizia dell’apertura, tuttavia, non mancherà di riaccendere le polemiche sull’opportunità di realizzare un’opera del genere, proprio ora che è partita la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali del 26 maggio.
Il centrodestra sfrutterà, quasi certamente, il malcontento emerso in questi anni tra i commercianti del centro e i cittadini contrari al mercatino. Sono state organizzate anche delle manifestazioni per contestare l’opera costata al Comune circa 250mila euro. L’ultima risale all’autunno scorso, quando l’amministrazione comunale ha dato il via al secondo lotto dei lavori per completare il mercatino realizzato, fino ad allora, per metà.
Gli esponenti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno sempre ritenuto che l’opera fosse illegale. «Il Comune», è il parere degli esponenti del centrodestra, «invece di spendere soldi per istituire un presidio fisso delle forze dell’ordine a tutela della città, spende 250mila mila euro per fare il mercatino, dove presto si tornerà a vendere merce contraffatta e la ragione è molto semplice. Dentro quel tunnel non entrerà nessuno, dunque è chiaro che per sopravvivere quegli ambulanti dovranno ricorrere ad altri tipi di vendite».
Fortemente contrario anche il Movimento 5 stelle. «Da più di due anni», è il pensiero dei grillini, «proponiamo come alternativa di integrare tutti gli operatori nei mercati esistenti o in quelli rionali».
Di tutt’altro parere è la Sinistra italiana, che ha sempre respinto al mittente le accuse di illegalità dell’opera.
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