Il Papa: prego per l’Abruzzo

23 Gennaio 2017

Francesco si emoziona all’Angelus: «Incoraggio quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di assistenza»

DEL VATICANO. Papa Francesco segue con estrema apprensione gli sviluppi dell'emergenza legata alle scosse sismiche e alle abbondanti nevicate nelle regioni dell'Italia centrale. Prega per le vittime e per i loro familiari. Incoraggia con forza l'opera dei soccorritori, di cui sottolinea la «grande generosità». È con visibile emozione che, al termine dell'Angelus, il Pontefice rivolge il suo pensiero alle sofferenze di tante persone e alle drammatiche vicende che anche in queste ore tengono in ansia l'intera nazione.

«Nei giorni scorsi, il terremoto e le forti nevicate hanno messo nuovamente a dura prova tanti nostri fratelli e sorelle dell'Italia centrale, specialmente in Abruzzo, Marche e Lazio», osserva. «Sono vicino con la preghiera e con l'affetto - prosegue - alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari». «Incoraggio quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà», dice ancora il Papa, che poi aggiunge “a braccio”: «Grazie tante per questa vicinanza, per il vostro lavoro e l'aiuto concreto che portate. Grazie!». E rivolgendosi ai fedeli li invita «a pregare insieme la Madonna per le vittime e anche per quelli che con grande generosità si impegnano nelle opere di soccorso», recitando quindi un'Ave Maria insieme ai circa ventimila presenti oggi in Piazza San Pietro.

Francesco non cita espressamente la sciagura dell'Hotel Rigopiano (anche per l'incertezza ancora legata ai soccorsi e per il filo sottile che divide la gioia per i sopravvissuti e il dolore per le vittime), ma si sa che lui stesso segue costantemente l'evoluzione della vicenda e il prodigarsi dei soccorritori.

«Anche il Papa è informato», ha certificato due giorni fa il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. D'altronde sono note l'estrema vicinanza e l'attenzione che, fin dalle prime scosse, il Papa ha dedicato alle popolazioni terremotate, che ha voluto recarsi a visitare il 4 ottobre scorso e che ha ricevuto anche in udienza in Vaticano, fino anche al battesimo di 14 bambini nati dopo il sisma, che ha voluto personalmente amministrare sabato 14 gennaio a Casa Santa Marta.

E l'aggravarsi dell'emergenza a causa del maltempo non fa che aumentare anche la sua preoccupazione e volontà di sostegno concreto. «So che lui stesso ogni tanto chiama qualcuno dei vescovi, qualcuna delle realtà - ha detto ancora in questi giorni mons. Galantino-. Il Papa è informatissimo. Non solo invita alla preghiera, ma sta stimolando noi, come Conferenza episcopale, a fare tutto quello che è possibile per far sentire la vicinanza della Chiesa a queste realtà. La situazione è veramente drammatica ma è drammatica perché è estesa. Poi, proprio il sommarsi di terremoto e neve, la situazione meteorologica, ha complicato terribilmente tutto».

Nei giorni scorsi i vescovi dell'Abruzzo e del Molise avevano inviato a tutte le comunità delle diocesi un appello alla solidarietà. I sacerdoti sono stati sollecitati a mettere in atto tutte le iniziative possibili a sostegno di quanti, in questi giorni, vivono l'emergenza. E la direzione regionale della Caritas informava della necessità di volontari per sostenere i più disagiati.