Il paradosso: denunciato chi gioca a pallone
In mezzo al degrado, nella bacheca condominiale spunta solo la minaccia del Comune di Pescara di 12 anni fa
MONTESILVANO. Nella bacheca condominiale del palazzo di via Lazio 61, al di là del portone con i vetri rotti, c’è un documento vecchio di 12 anni: una dirigente del Comune di Pescara chiede ai residenti di rispettare la «quiete pubblica» ed evitare che i bambini giochino a pallone nel piazzale. È l’unica comunicazione affissa dietro il vetro e sembra davvero fare a pugni con l’abbandono del palazzo che cade a pezzi. Un paradosso: nel fabbricato a rischio di crollo, con il cortile invaso dai rifiuti abbandonati e lanciati anche dai piani superiori, la piscina in disuso e il salone diventato discarica abusiva e rifugio dei tossicodipendenti e disperati, sembra che tutti i problemi siano legati a una partitella di pallone tra i bambini. E il Comune annuncia denunce per chi non si adegua: «A seguito di una comunicazione da parte dei carabinieri di Montesilvano nella cui stazione è stato inoltrato un regolare esposto per il disturbo della quiete pubblica, questo settore», scrive la dirigente, «chiede, per l’ennesima volta, la massima collaborazione di tutti per quanto riguarda l’utilizzo degli spazi condominiali e comuni da fruirsi nel pieno rispetto del buon vivere civile. In particolare, è richiesta l’attenzione dei genitori nei confronti dei propri figli evitando che gli stessi vadano a giocare a pallone o quant’altro nel piazzale. Questo settore, con appositi sopralluoghi, si vedrà costretto a denunciare ai carabinieri i nominativi di quanti saranno sorpresi a disattendere la presente comunicazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

