Il Parco D’Avalos affonda nel degrado

3 Ottobre 2014

A un anno di distanza dalla denuncia degli abitanti della zona, la situazione non è cambiata nell’area vicina allo stadio

PESCARA. È passato più di un anno, era l'inizio di luglio della passata estate, da quando residenti e frequentatori del comparto due del Parco D'Avalos, quello posizionato di fronte al settore Distinti dello stadio Adriatico e alle spalle del teatro D'Annunzio denunciarono la situazione di degrado nella quale versava il polmone verde per alcuni suoi aspetti. Da quel momento sono trascorsi tredici mesi, sono cambiati sindaco e assessore, ma la situazione di quell'area verde, nella sostanza, non è mutata, anche se a prima vista è accogliente e i giochi per i bambini sono ben tenuti. Così come è ben tenuto il bar all'interno del parco e un altra struttura in legno gestita da privati.

Il primo aspetto negativo che salta agli occhi è il vecchio campo da bocce, un tempo utilizzato dagli anziani per giocare, situato proprio alla destra dell'ingresso in viale D'Avalos. Il campo è in totale stato di abbandono, la recinzione verde che delimitata l'area di gioco è divelta in più punti e adagiata quasi in terra. Proprio in mezzo a una delle due corsie c'è a terra, desolato, il vecchio cartello che indicava il parcheggio per le bici.

Nello stretto spazio tra i campi da gioco e la recinzione esterna della pineta si trovano piccoli manufatti in cemento, tubi in gomma di vario e rifiuti.

Addentrandosi nell'area verde, proprio alla fine dell'area dedicata alle bocce, si incontra, inspiegabilmente, un cartello stradale che indica lavori in corso, una transenna e il nastro bianco e rosso attaccato tra due alberi. Da diverso tempo, è presente questo sbarramento, che però è facilmente superabile girando attorno a uno dei due alberi. La certezza è che operai al lavoro non si vedono, ma se ci fosse una reale situazione di pericolo, magari causata da alberi e rami non proprio stabili, quella transenna sarebbe comunque oltrepassabile, in particolar modo dai bambini.

Altra nota dolente riguarda i servizi igienici posti ai lati dell'ingresso: appaiono sporchi, con le mattonelle e i sanitari che hanno perso il loro colore candido a favore di un altro a metà tra il nero e il ruggine, ma quello che rende quasi impossibile la fruizione dei bagni è la puzza insopportabile che si avverte. I frequentatori del parco lamentano infine l'assenza di controlli in un'area verde così vasta che è frequentata anche dai tossicodipendenti.

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