Il parroco in chiesa: «Ora stiamo con Enio e Daniela»

31 Marzo 2023

Don Cristiano ai genitori: grazie per la vostra dignità, solo chi è forte può riuscirci Tra la folla, il sindaco di Montesilvano e il presidente del consiglio di Pescara

PESCARA. Un silenzio assoluto, perché un dolore così è indicibile. E poi tante lacrime, quelle di centinaia di amici che hanno voluto esserci, tutti con grande compostezza, di fronte alla piccola bara bianca di Luca, coperta dalla corona di fiori di papà Enio, mamma Daniela e Lara, la sorellina.
In centinaia, ieri mattina, hanno affollato la chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, con il sagrato e il tratto antistante di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, per salutare il piccolo Luca Di Mastrogirolamo, morto domenica a soli 4 anni in un tragico incidente con il trattore condotto dal padre, mentre il piccolo pedalava in bici nel giardino dei nonni, in strada del Palazzo.
«IL MISTERO DELLA VITA»È stato un abbraccio corale, sentito e struggente, quello di parenti, colleghi e amici ai genitori di Luca, ai quali don Cristiano Marcucci ha parlato, durante l’omelia, del «mistero della vita, grande e meraviglioso, che a volte si manifesta nella sua bellezza, con tante possibilità di luce, come può essere un figlio» ma che pone anche di fronte «alla morte, il baratro». Di fronte a un figlio, che «è il massimo dell’imponderabilità della vita, ci illudiamo di decidere noi», di avere un ruolo da protagonisti «nel grande gioco della vita, ma è la vita che gioca con noi, per cui possiamo decidere molto poco e la morte di un figlio è il peggio che possa capitare».
Spiegazioni non ce ne sono, per chi cerca un motivo, una giustificazione, un perché di fronte a quella bara e alla foto del piccolo Luca appoggiata sopra. «Rimane un mistero il motivo per cui sia accaduto proprio a lui, un bambino più vitale della media», che è stato battezzato proprio in quella chiesa, ha ricordato il sacerdote. Ed è un mistero «perché proprio questa famiglia debba sperimentare un dramma del genere, che potrebbe capitare a chiunque», ha detto ancora don Cristiano guardando Enio e Daniela. Di questa coppia ha conosciuto, come gli altri, «la bellezza, la mitezza e la bontà. E oggi mi colpisce che siete più belli del solito», ha aggiunto guardandoli negli occhi.
«stiamo con enio e daniela»
«Solo dai baratri si capisce la vita», ha detto ancora durante l’omelia dopo aver letto il di Vangelo secondo Marco sulla morte di Gesù. E di fronte a una ferita devastante come quella che si è aperta domenica, «proviamo a stare con Enio, Daniela e Lara e ad avvolgerli di luce e di amore», ha chiesto don Cristiano ai tanti che possono sostenere la famiglia di Montesilvano.
Da parte sua è arrivato un ringraziamento alla coppia, lui operaio di Fameccanica, lei infermiera a Lanciano, per «la dignità, la capacità di stare nel dolore con grande compostezza. Solo chi è forte interiormente può fare questo», ha proseguito don Cristiano ben sapendo che i genitori di Luca sono «distrutti, e si vede, ma non finiti».
«continuiamo a sperare»La parola chiave per andare avanti è «speranza». L’ha ripetuta più volte, don Cristiano, dicendo che «insieme vogliamo continuare a sperare, ad amare e ad avere fiducia nella vita». Un invito che arriva dopo i «tanti drammi» avvenuti in città con la morte di tanti giovani, non ancora maggiorenni, che si aggiungono ai drammi del mondo intero, partendo «dalle guerre»: di fronte a tutto ciò «a noi viene chiesto di provare a continuare a sperare e ad amare, di affidarci alla vita» che appare come «una piccola, breve illusione». Parlando di chi non c’è più, delle «persone care che vivono in noi nella dimensione del cuore», don Cristiano ha voluto ricordare, insieme a Luca, altri giovanissimi di cui ha celebrato i funerali e cioè «Aurora, Brando e Nicole», i due fratelli di 8 e 14 anni morti all’inizio di febbraio con il papà Andrea Silvestrone in un incidente stradale, e poi «Daniel, Lorenzo, Mattia».
L’ABBRACCIO DEGLI AMICIL’appello di don Cristiano è stato raccolto immediatamente. Al termine della cerimonia papà Enio e mamma Daniela sono stati travolti da un mare di abbracci e di affetto, all’esterno della chiesa, tra le tante corone di fiori per Luca. Segno che chi li ama c’è, pur nelle lacrime. E ieri c’erano anche il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, il presidente del consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli, i consiglieri comunali Massimiliano Pignoli e Salvatore Di Pino.