Il partito di Denis naviga a vista

La sentenza per il senatore condiziona i gruppi parlamentari di Ala
ROMA. Bocce ferme e solidarietà. I gruppi di Ala, nel day after della condanna a 9 anni per Denis Verdini nell’inchiesta sul crac del Credito Cooperativo, mostrano compattezza, in attesa che la tempesta finisca. Ma l’atmosfera, dalle parti del quartier generale di via Poli, è plumbea e fiaccata non solo dalla sentenza arrivata ieri sulla testa di Verdini, ma anche dal caso Consip. Una vicenda nella quale, è la tesi che emerge negli ambienti verdiniani, il vero scopo è «attaccare un intero sistema» e non un singola persona.
Verdini ha scelto di trascorrere a Firenze, in famiglia, i giorni della buriana giudiziaria, per tornare lunedì a Roma. E, presumibilmente, vedere anche i suoi. Anche perché, al di là delle vicende strettamente giudiziarie, è soprattutto l’inchiesta Consip a preoccupare, almeno da un punto di vista politico: sia perché, come sottolinea chi lo ha sentito, Verdini si ritiene totalmente estraneo al caso Consip; e sia perché, tra i verdiniani l’impressione è che sia in atto un’offensiva a un sistema forte a livello politico che, in nome delle riforme, ha governato fino a una manciata di settimane fa. Un’offensiva che, all’ex uomo macchina di Forza Italia, non si esclude che ricordi gli ultimi scampoli dell’era di Berlusconi al governo. «Il pesce grosso non è Verdini, è Renzi», osserva un deputato di Ala confermando la solidarietà che, in pubblico e privato, è stata espressa a Verdini.
Ma il gruppo, al di là delle inchieste, naviga a vista, sospeso tra le peripezie del Pd e la voglia di rilanciare un’area di centro oggi più che mai frastagliata. E con l’obiettivo dell’ennesimo rilancio il segretario di Scelta civica, Enrico Zanetti, ha lanciato “Cittadini per l’Italia”, «evoluzione» dei civici che, nel progetto dell’ex viceministro, aggregherà il gruppo Ala e si presenterà come primo banco di prova (anche rispetto alle altre formazioni centriste) alle amministrative di giugno. A marzo potrebbe tenersi una conferenza programmatica mentre come possibili alleati i civici guardando in particolare ai tosiani.
L’eco delle inchieste e l’esito delle primarie Pd restano tuttavia dirimenti. E con la spada di Damocle della ricandidatura all’orizzonte: «Questo - spiega un senatore verdiniano - è il momento in cui nessuno fa più favori a nessuno».

