Il parucchiere: il 31 bisogna stare a casa

PESCARA. «Quest’anno bisogna rinunciare a riunirsi in gruppo per Capodanno, anche vedersi nelle case è pericoloso. Io ci sono passato e so cosa vuol dire continuare a convivere con le cicatrici ai...
PESCARA. «Quest’anno bisogna rinunciare a riunirsi in gruppo per Capodanno, anche vedersi nelle case è pericoloso. Io ci sono passato e so cosa vuol dire continuare a convivere con le cicatrici ai polmoni, continuando a coprirsi sempre per evitare di prendere freddo e ammalarsi. È per questo che dico ai miei coetanei di vivere le feste in maniera diversa, perché con il coronavirus non si può scherzare». Simone Padula, 24 anni da compiere tra una manciata di giorni, è stato tra i primi a risultare positivo al Covid in Abruzzo.
Pescarese, parrucchiere nel salone di Francesco Di Carlo, in via Regina Elena, il giovane sta vivendo in questi gironi un’atmosfera pre Capodanno anomala, sicuramente diversa rispetto agli anni scorsi quando in tanti facevano le corse nei saloni di acconciatori per prepararsi ai veglioni e festeggiare il nuovo anno con brindisi e trenini nei locali.
«Trascorrerò il 31 dicembre a casa con i miei genitori e la mia famiglia», sottolinea il giovane parrucchiere che, tra marzo e aprile, è stato ricoverato 14 giorni in ospedale finendo anche in coma farmacologico per circa 48 ore. «È la prima volta che passerò sia il Natale e sia il Capodanno in famiglia», aggiunge. «Non essendo permessi assembramenti né riunioni numerose, questi gironi di festa sono stati sicuramente diversi rispetto agli anni scorsi. Tra 6 giorni (5 per chi legge n.d.r.) sarà il mio compleanno e anche in questo caso non ci saranno feste, ma ripiegherò con qualche videochiamata con gli amici e con i parenti, con tanto di brindisi e auguri a distanza, visto che la mia è una famiglia numerosa e gli amici sono sparsi in diversi posti. Quest’anno andrà così, ma va bene, bisogna essere positivi perché sarebbe potuta andare peggio. Speriamo nel nuovo anno che possa portare a tutti un po’ di speranza».
In questi giorni che precedono la fine del 2020 tante persone «sia giovani e sia adulti, ma soprattutto ragazzi», evidenzia Simone Padula, si stanno organizzando per il cenone di Capodanno in comitiva, riunendosi a casa di qualcuno e cercando così di aggirare le regole che vietano riunioni e assembramenti. «Ma ci sono anche altri che, con un po’ di buonsenso, hanno rinunciato», rimarca il giovane parrucchiere. «Io ovviamente dico che è opportuno rinunciare, bisogna farlo per la propria salute e per quella degli altri. C’è bisogno di sacrificarsi in un periodo di festa in modo da poter tornare a riunirsi e festeggiare in sicurezza quando tutto questo sarà passato. Nel primo periodo dell’emergenza, quando mi sono ammalato, alcuni dicevano che il Covid fosse come l’influenza, che colpisse solo gli anziani e non i giovani. Oggi, invece, sento dire addirittura che non esiste o che non è pericoloso. Ognuno se la racconta e crede a quello che vuole. Ma io che ci sono passato invito tutti a stare attenti e a rispettare sempre tutte le misure di sicurezza, indossando la mascherina, come mi hanno raccomandato i medici al momento delle dimissioni, lavando spesso le mani e rimanendo a distanza, perché le cicatrici ai polmoni restano anche dopo mesi dalla guarigione». (y.g.)
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