Il patron Mazzarella è sicuro «Non pensava alla vendetta»

4 Febbraio 2017

VASTO. «Io ancora non ci credo, e non credo neppure alla premeditazione. Qualcosa che non sappiamo ha spinto all’improvviso quel pomeriggio Fabio Di Lello a sparare a Italo D’Elisa». Michele...

VASTO. «Io ancora non ci credo, e non credo neppure alla premeditazione. Qualcosa che non sappiamo ha spinto all’improvviso quel pomeriggio Fabio Di Lello a sparare a Italo D’Elisa». Michele Mazzarella, presidente delle squadre giovanili del Cupello, è scioccato. Assicura che nulla lasciava presagire quanto è accaduto nel pomeriggio di mercoledì. «Eppure Fabio era stato con noi a lungo : dalle 14 alle 16. Ricordo come fosse ora»,dice. «Sorrideva ai ragazzini, scherzava con loro , li accarezzava, li spronava. Era sereno. Anche con me e altri dirigenti è stato tranquillo e cordiale. Quando era in campo ad allenare era contento. Diceva che allenare le giovanili era il suo sogno perché era quello che Roberta gli aveva chiesto di fare. Il Cupello gli aveva offerto l’opportunità di fare un “regalo” alla moglie e questo lo appagava», assicura il dirigente sportivo. Quando la sera dell’omicidio si è sparsa la notizia dell’accaduto, Michele Mazzarella ha pensato a uno scherzo. Non voleva crederci. «Fabio era arrivato poco prima delle 14. Avevamo parlato dei progetti che aveva. Aveva in mente diverse iniziative. Ripeto, era un uomo sereno che pensava al futuro. Finito l’allenamento alle 16 ha salutato tutti sorridendo».

Fabio Di Lello è salito sulla sua auto e ha imboccato la strada per Vasto. In via Cardone ha svoltato per la circonvallazione Istoniense e via Perth. A quel punto è accaduto qualcosa. Non è escluso possa essere stato sorpassato dalla bicicletta sulla quale era Italo, anche se è più probabile che l’abbia visto, invece, mentre parcheggiava la bici davanti al bar. Sceso dalla bicicletta Italo ha telefonato al padre. La telefonata è finita alle 16,20. A quel punto Fabio Di Lello ha parcheggiato l’auto in via Sant’Onofrio e si è avvicinato a Italo D’Elisa. Nessuno sa se si siano scambiati qualche battuta. Sta di fatto che mentre Italo ha ripreso il cellulare per fare un’altra chiamata, Fabio è andato in auto, ha preso la pistola, è tornato indietro e ha sparato. Poi ha raggiunto il cimitero. «Io penso che non sia stato un gesto premeditato», dice Mazzarella. «Mezz’ora prima dell’omicidio parlavamo di molte cose, e lui aveva in mente diverse iniziative. Deve essere successo qualcosa. Qualcosa che ha scatenato in lui la furia omicida. E io non riesco a crederci», conclude il dirigente sportivo. (p.c.)

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