Il Pd a Lagatta: «Hai fatto un disastro»

Il segretario Moscone ricorda al sindaco i divieti presenti sul contratto
BUSSI SUL TIRINO. «Invece di tacere e nascondere la faccia dopo aver combinato un disastro su questa vicenda, il sindaco continua nella mistificazione. Se da un lato è vero che i terreni per essere bonificati dovevano essere di proprietà pubblica, dall'altro il Ministero proprio per garantire il Comune dai rischi ai quali poteva esporsi aveva espressamente "vietato" di sottoscrivere l'atto di acquisto dei terreni Solvay prima che si fosse sottoscritto il contratto di inizio lavori di bonifica. Cosa che ad oggi non è ancora avvenuta».
Sono le esternazioni del segretario Pd bussese Luigi Moscone in risposta alle dichiarazioni del sindaco Salvatore Lagatta, in relazione alla vicenda dell'acquisizione delle aree 2A e 2B che attendono da otto mesi l'inizio dei lavori di bonifica dopo essere passati da Solvay alla proprietà del Comune. Moscone ricorda che il divieto «è contenuto in un accordo di programma (art.2 com. 4) sottoscritto proprio dal sindaco che quindi doveva sapere. Ci piacerebbe conoscere su questo punto il parere dell'avvocato del Comune e se era presente a Rosignano Solvay durante la stipula». Moscone dichiara che il sindaco avrebbe agito per motivi elettorali cercando un passaggio di proprietà con Solvay, «nonostante un noto professionista lo avesse messo in guardia rifiutandosi di sottoscrivere l'atto», che poi è avvenuto a Rosignano con altro professionista e con il dirigente del Comune al quale la giunta aveva dato mandato, ed «inserendo nell'atto anche altre particelle non pulite, violando ancora una volta l'accordo fatto al Ministero che conteneva un elenco ben preciso».
Una transazione, secondo Moscone, che ha permesso al Comune anche di accettare 300 mila euro da Solvay, «somma che il sindaco fu pronto a sbandierare, sotto elezioni, per la realizzazione di opere pubbliche. Nonostante queste gravi leggerezze, e inadempienze», conclude Moscone «ora si chiede al Pd di sollecitare il Ministero alla bonifica, cosa tra l'altro fatta, dice di aver ha attivato un contenzioso con il ministero rimpinguando le tasche degli avvocati».

