Il Pd avvia le trattative: campo largo in Comune sì al modello D’Amico

Primo vertice dei democratici, il segretario Maiale: «Vogliamo vincere» Piano per allargare la coalizione: «Dialoghiamo con altre forze politiche»
PESCARA. «Dobbiamo lavorare affinché il modello D’Amico si replichi anche a Pescara e nelle altre città che, nel 2024, torneranno al voto, a partire da Montesilvano e Città Sant’Angelo». Il segretario provinciale del Pd Nicola Maiale apre l’assemblea della federazione provinciale del partito e l’unione comunale tracciando i contorni del progetto anti-Masci: «Una coalizione ampia e larga che ci consenta di costruire un’opposizione al centrodestra». Il Pd manca al governo della città dal 2019, quando al termine dell’amministrazione di Marco Alessandrini, il centrodestra di Carlo Masci (Forza Italia) vinse al primo turno (51,33%) contro Marinella Sclocco del Pd e delle liste civiche di centrosinistra (22,87%) ed Erika Alessandrini del M5S (12,94%).
Primo vertice, ieri, per i democratici nella sede di via Lungaterno, sala Berlinguer: «Vogliamo aprire la discussione su due fronti», dice Maiale, «come si costruisce la nostra lista per le regionali e come si affronta la campagna elettorale per le comunali». Ufficialmente, nessuno mette nomi sul tavolo anche se la curiosità tra gli iscritti monta sempre di più: «Noi ci candidiamo sempre per vincere. Il compito di un partito politico», avverte il segretario, «è elaborare il programma migliore per i cittadini, poi, saranno loro a determinare con il voto l’offerta migliore sulla piazza». Ma a Pescara ci sono le condizioni per un campo largo che comprenda Pd, M5S, Sinistra italiana, Azione e i comitati cittadini? «Noi dobbiamo lavorare affinché il modello D’Amico si replichi anche su Pescara e sulle altre città che torneranno al voto», dice Maiale. Nel Pd c’è attesa per le scelte del M5S che deve gestire il caso Domenico Pettinari: il consigliere regionale ha annunciato da tempo che si candiderà a sindaco e correrà da solo. Finora, un nome che rimbalza in casa Pd è quello del consigliere di Azione Carlo Costantini, ex deputato ed ex consigliere regionale.
Al tavolo, insieme a Maiale, Carmen Ranalli, presidente dell’assemblea provinciale del Pd, il segretario cittadino Antonio Caroselli e la vice segretaria regionale Leila Kechoud. In sala il deputato Luciano D’Alfonso, seduto in prima fila accanto a Graziano Di Costanzo, il consigliere regionale Antonio Blasioli, il capogruppo comunale Piero Giampietro, i consiglieri Francesco Pagnanelli e Stefania Catalano, i segretari di Montesilvano, Daniele Scorrano, e di Città Sant’Angelo, Paolo Pratense, l’ex assessore Tommaso Di Biase. Tra i presenti anche Piernicola Teodoro, fratello di Gianni (vice sindaco con la prima amministrazione D’Alfonso) e Maurizio (ex consigliere regionale), e Andrea Diodoro di Montesilvano.
Ma quando il centrosinistra allargato sceglierà il suo candidato? «Le tempistiche sono quelle della democrazia», risponde Maiale, «tutto dipende dalla qualità del dibattito prima all’interno del Pd e poi con le altre forze politiche. Potrebbe volerci una settimana, due o un mese o anche di più: è la qualità del dibattito che genera i tempi di un’ottima scelta per un’ottima candidatura».
Nella coalizione del centrodestra, la ricandidatura del sindaco uscente è data per certa: i segretari regionali dei partiti, Forza Italia, FdI, Lega, Udc e Noi Moderati, hanno deciso che, in linea di principio, tutti gli uscenti saranno ricandidati. Oltre a Masci, in corsa per un secondo mandato ci saranno anche Ottavio De Martinis (Lega) a Montesilvano e Matteo Perazzetti (FdI) a Città Sant’Angelo. Ma sarà una sfida anche nei paesi: al voto a Lettomanoppello, il paese di D’Alfonso, e Cappelle sul Tavo.

