Il Pd boccia la giunta su trasporti e sanità

10 Dicembre 2019

Giudizio negativo sul documento di economia e finanza regionale: «Bloccherà l’Abruzzo per 10 anni»

PESCARA . Trasporti, aree marginali sempre più penalizzate, ritardi nella programmazione sanitaria, sicurezza (da quella degli edifici scolastici, alle opere di prevenzione del dissesto idrogeologico), gestione dei rifiuti e del territorio, agricoltura, bilancio, turismo. È su questi e altri temi che il Pd boccia il Documento di economia e finanza regionale (Defr) della giunta guidata da Marco Marsilio. Un documento di 148 pagine, che secondo i consiglieri di opposizione Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli e Sandro Mariani (Abruzzo in comune), «non contiene alcuna scelta, e che rischia di far restare l’Abruzzo fermo per 10 anni». Secondo Paolucci, «gli obiettivi, nella maggior parte dei casi, non sono farina del sacco del governo di centrodestra, diventato famoso per i tagli alla cultura e anche agli ospedali, di cui non vi è traccia, ma sono un riconoscimento postumo del buon lavoro svolto dall’amministrazione di centrosinistra. Il tanto criticato Masterplan, ad esempio», ha detto durante una conferenza stampa, «di cui il centrodestra quando era all’opposizione aveva persino messo in discussione l’esistenza, oggi viene citato in ogni passaggio del documento». Sulla sanità, rimprovera l’ex assessore, «è grande la delusione di non trovare nel Defr la costruzione dei nuovi ospedali. Le risorse ci sono, ma nulla si dice sugli intenti. Non conosciamo, dunque, il futuro degli oltre 400 milioni di euro per i nuovi ospedali, congelati, in attesa di essere spesi.». Critiche anche sul bilancio: «Con il risanamento messo in atto dalla precedente legislatura», continua Paolucci, saranno disponibili 10 milioni nel 2020 e fino a 50 nel 2022. Loro non le considerano, e sono certo che nemmeno lo sanno. La domanda è: quali sono le risorse aggiuntive che il centrodestra intende prevedere e attrarre»? A rincarare la dose l’ex assessore all’agricoltura, Dino Pepe. «Un documento che non dà attenzione alle priorità dell’Abruzzo. Nulla è scritto sull’erosione costiera. Sulle aree interne, colpite anche dal terremoto notiamo assenza di programmazione e di idee. Anche sul fronte agricoltura la riforma dei consorzi parte dal nostro tavolo regionale istituito nel 2018. Loro erano tanto confusi sull’argomento che hanno dovuto ritirare la loro proposta già approvata in giunta, e sostenere le nostre idee condivise dal comparto». Secondo il centrosinistra, «l’agricoltura è uscita dalle priorità del governo regionale», per non parlare di trasporti e viabilità, «con nuovi tagli alle corse e rimodulazione dei servizi. Poco e niente si legge sulla tratta ferroviaria Pescara-Roma, cavallo di battaglia della campagna elettorale. Direttrice che è fondamentale bersaglio di risorse per 1,5 miliardi da destinare alla velocizzazione. A fronte di ciò, è prevista la creazione di un nuovo Ente denominato “Società Regionale Strade Abruzzo”, per la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali». E sul fronte turismo e cultura, «abbiamo lasciato in eredità, grazie al Masterplan: 28.500.000 milioni di euro per il completamento del centro turistico integrato dell’Alto Sangro; 20.200.000 milioni per interventi sulle infrastrutture funzionali alla valorizzazione turistica delle stazioni invernali di Passolanciano-Maielletta; 10.000.000 per il bacino sciistico di Ovindoli-Monte Magnola e Campo Felice; i 4.000.000 per Prati di Tivo. Cosa intendono fare loro? Non c’è scritto». (c.s.)