Il Pd chiama M5S e comitati: «Campo largo contro Masci» Oggi il primo faccia a faccia

Si riunisce l’assemblea provinciale dei democratici: partono le trattative Il piano è costruire un’alleanza con i grillini, Azione e le associazioni cittadine
PESCARA. È il giorno del Pd. Oggi alle ore 19, nella sede di via Lungaterno sud, primo faccia a faccia nel partito per tracciare la rotta verso il 2024, l’anno delle elezioni comunali. L’ipotesi che il segretario provinciale Nicola Maiale e il segretario cittadino Antonio Caroselli sono pronti a mettere sul tavolo della discussione è un campo largo contro Carlo Masci, sindaco uscente di Forza Italia sempre più ricandidato alla guida della coalizione di centrodestra. Il piano del Pd è costruire un’alleanza con M5S, Sinistra italiana, Azione e i comitati cittadini in polemica aperta con il centrodestra: una replica di Abruzzo Insieme, il progetto politico con Luciano D’Amico già in corsa alle elezioni regionali.
È la prima volta che i vertici del Pd si incontrano con il crisma dell’ufficialità per parlare delle elezioni amministrative: il partito manca alla guida della città dal 2019, con l’uscita di scena dell’allora sindaco Marco Alessandrini. Alle elezioni di 4 anni fa, la candidata del centrosinistra, Marinella Sclocco perse al primo turno contro Masci: Sclocco prese il 22,87% mentre la candidata sindaco del M5S, Erika Alessandrini, arrivò al 12,94%. A trascinare Masci alla vittoria fu anche il vento della Lega, che superò il 21%, e la garanzia di Forza Italia attestata sopra al 12%; in quell’occasione il Pd si fermò al 15,5% con l’elezione di 4 consiglieri comunali (Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli e Marco Presutti).
Si riparte da questi dati con il Pd che ambisce a un riscatto. Come? La parola d’ordine è apertura, dicono fonti interne. E cioè guardare al di fuori del perimetro del partito per costruire un patto per la città. Il primo alleato del Pd è il M5S: in municipio, soprattutto dopo il caso dell’architetto Fabrizio Trisi, l’ex dirigente ai Lavori pubblici arrestato nell’inchiesta Tana delle tigri su tangenti e spaccio di cocaina, Dem e grillini si muovono all’unisono facendo fronte comune per attaccare l’amministrazione Masci. Un’opposizione allargata che può contare anche sul consigliere Carlo Costantini di Azione. E potrebbe essere proprio Costantini l’uomo in grado di tenere unite le anime diverse della coalizione: avvocato, ex deputato ed ex consigliere regionale, Costantini è anche il promotore della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Un personaggio autorevole nella minoranza: durante le sedute di commissione e in consiglio comunale, i suoi interventi sono spesso tenuti in considerazione e apprezzati dagli altri consiglieri di opposizione. Proprio per questo, Costantini è considerato un nome spendibile.
Ma, nell’incontro odierno in casa Pd, non dovrebbero circolare nomi: è troppo presto, così avvertono i beninformati, e nel tentativo di costruire una coalizione ampia nessuno vuole commettere l’errore di una fuga in avanti. Equilibrio, predicano dal Pd, per non turbare gli alleati.
Quello di cui si dovrebbe parlare è una scala di priorità per la città: prima costruire una coalizione, tenuta insieme dal programma per Pescara, e poi l’individuazione di un candidato sindaco condiviso. Tra i temi del programma dovrebbero esserci tutte le battaglie che i democratici hanno portato avanti in questi mesi, a partire da viale Marconi fino alla stangata per le mense scolastiche e alle multe ai semafori con i T-red. Proprio per viale Marconi, il Pd cerca un dialogo con il comitato di commercianti e residenti Salviamo viale Marconi.
Durante l’assemblea di oggi, il Pd avvia anche la riflessione per le elezioni di Montesilvano e Città Sant’Angelo: presenti i segretari cittadini Daniele Scorrano di Montesilvano e Paolo Pratense di Città Sant’Angelo. A Montesilvano, il centrodestra, prima con Francesco Maragno (Forza Italia) e poi con Ottavio De Martinis (Lega), ha strada libera dal 2014, l’anno della caduta dell’amministrazione di Attilio Di Mattia; il centrosinistra ha governato Città Sant’Angelo per due mandati dal 2009 al 2019, prima con Graziano Gabriele e poi con Gabriele Florindi mentre ora al governo c’è il centrodestra di Matteo Perazzetti (FdI). Anche per Montesilvano e Città Sant’Angelo l’indicazione è quella di puntare su un campo largo.
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