Il Pd: ci sono 39mila malati non riconosciuti

L’obiettivo è dare cure gratuite a chi soffre di fibromialgia, malattia che colpisce il 3% degli abruzzesi
PESCARA . Inserire la fibromialgia tra le patologie invalidanti, e dare a chi ne è affetto la possibilità di curarsi a spese del sistema sanitario nazionale. È il senso di diverse iniziative che il Pd porta avanti a livello nazionale e regionale, affinché la fibromialgia, che nel 1992 è stata riconosciuta come una malattia dall’Organizzazione mondiale della sanità, entri finalmente nei Lea. Ne hanno parlato ieri, dopo gli articoli usciti sul quotidiano “Il Centro”, il capogruppo regionale del Pd, Silvio Paolucci, il consigliere regionale Antonio Blasioli, la deputata Paola Boldrini, e l’onorevole Vittoria D’Incecco, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il dottor Marco Gabini, consigliere nazionale della Società italiana di reumatologia. La prima iniziativa, a firma dei senatori Boldrini e Parrini, è un disegno di legge nazionale che attualmente è in commissione sanità e che sta per iniziare il suo iter nei due rami del Parlamento. La seconda è una risoluzione presentata dal consigliere regionale Blasioli. In Abruzzo, secondo il dottor Gabini, sono circa 39mila (tra forma primaria, quella più grave, e secondaria) le persone che ne soffrono, pari al 3% della popolazione, un dato in linea con la situazione nazionale. Persone, come ha ribadito una delle rappresentanti delle associazioni, costrette a fare la migrazione tra i vari specialisti per avere una diagnosi. Naturalmente, tutto a proprie spese. La proposta di legge, e la risoluzione presentata in Consiglio regionale, tendono a superare questo problema, e offrire ai malati la possibilità di ricevere prestazioni sanitarie all’interno dei Lea, oltre a strumenti legislativi di salvaguardia anche sotto l’aspetto lavorativo. «Questo tema«, ha sottolineato Paolucci, «evidenzia quanto sia dannoso il progetto di federalismo sanitario», perché le Regioni in fase di ripiano non potrebbero garantire l’inserimento delle prestazioni sanitarie correlate alla patologie nei Lea. «Chiediamo alla Regione di essere al fianco di questa risoluzione», ha detto Blasioli . Anche l’onorevole Boldrini ha auspicato «un ampio consenso», intorno all’iniziativa legislativa a sua firma. Già i precedenza l’onorevole D’Incecco aveva presentato una proposta di legge dai contenuti analoghi. La malattia ha spigato Gabini, colpisce soprattutto le donne, e si registra qualche caso anche in età pediatrica. Una patologia che sembra non trovare giovamento dall’approccio, anche se per quanto riguarda l’utilizzo della cannabis terapeutica, ha spiegato l’esperto, «in questo momento non vi sono studi scientifici convincenti». (a.bag.)

