Il Pd corteggia Blasioli ma spunta Di Pietrantonio

Naufragata l’opzione esterna, la delegazione provinciale punta a un nome interno al partito. La lista già ci sarebbe, in settimana l’incontro con le civiche
PESCARA. Si guarda dentro il Pd, dopo il tempo perso a intercettare nomi esterni che di fatto non sono arrivati, il partito che guida l’amministrazione uscente è deciso a tirare fuori dall’interno il candidato del centrosinistra. Un nome capace di dimostrare che il Pd c’è e che ce la può fare anche da solo. E, certo, con il sostegno delle liste civiche messe insieme da Giovanni Legnini nella recente campagna per le regionali.
Un lavoro di ricerca che, dopo il nulla di fatto del gruppo comunale capitanato dal segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, coadiuvato dal capogruppo consiliare Emilio Longhi e dall’ex vice sindaco Antonio Blasioli, con la supervisione del senatore Luciano D’Alfonso, adesso è stato “incrementato” dall’attività della delegazione provinciale. Scesa in campo ufficialmente come organismo sovracomunale chiamato a occuparsi delle candidature di tutti i comuni del Pescarese in vista delle amministrative (primi fra tutti Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo), ma con il precipuo obiettivo di trovare il nome del candidato sindaco di Pescara.
La delegazione guidata dal segretario provinciale del Pd Enisio Tocco, è composta da rappresentanti delle diverse anime congressuali del partito rappresentate al momento (ma è tutto in divenire) da Antonio Tiberio (mozione Zingaretti), Gianluca Fusilli (Martina) e Marco Presutti (Giachetti). Entro questa settimana la delegazione incontrerà le liste civiche ereditate da Legnini e rappresentanti dell’ex Articolo 1. Una lista da proporre ci sarebbe già con alcuni nomi che fanno capo alle civiche ed altri, la maggior parte, interni al partito. E tra questi il primo è quello dell’ex sindaco Antonio Blasioli che con i suoi 3.763 voti alle regionali è stato l’unico “pescarese”, tra i colleghi candidati, a entrare in Consiglio. È lui, più di ogni altro, che il Pd sta corteggiando. Accetterà Blasioli? Difficile, ma non impossibile. Difficile perché in questo momento Blasioli è più che motivato a portare avanti il lavoro appena avviato in Regione, ma anche perché non è poi così scontato l’appoggio compatto dei compagni di partito, alcuni dei quali ancora scottati dalla recente delusione delle regionali. Lui ce l’ha fatta, ma Cuzzi no, e neanche Balducci e neanche Castricone e questo umanamente e politicamente potrebbe pesare. D’altro canto Blasioli è uomo di partito, innamorato della sua città tanto da essere ancora presente negli uffici comunali o nei cantieri per progetti da lui avviati. Dunque, facendo leva sul fatto che fino all’esito delle elezioni amministrative non sono comunque richieste le dimissioni dal consiglio regionale, alla fine Blasioli potrebbe anche cedere a un fuori programma di cui farebbe volentieri a meno. E se alla fine non accettasse, resta la candidatura del sindaco uscente Marco Alessandrini, il primo a mettersi a disposizione della città e della coalizione e il primo anche pronto a farsi da parte, come ha detto dall’inizio, di fronte a un candidato esterno forte e spendibile. Che al momento non c’è. Ma oltre ad Alessandrini, sin dall’inizio osteggiato dal segretario cittadino Di Pietrantonio che alla sua candidatura ha risposto con la necessità di fare le primarie, nel frattempo sembra aver ripreso vigore il nome del presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli. Rimasto finora all’ombra della candidatura del sindaco ma che invece, per come si sono messe le cose, con la carica istituzionale rivestita finora potrebbe togliere le castagne dal fuoco al partito. Dunque Blasioli, Alessandrini e Pagnanelli sono alcuni dei nomi interni che saranno portati al tavolo con le civiche. Ma tra questi potrebbe uscire a sorpresa anche quello del segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio che diverse voci lo dicono pronto a esporsi in prima persona.

