Il Pd: «Cure negate ai pazienti più fragili»

PESCARA. Scoppia la polemica, da parte del Pd, dopo la decisione della Asl di Pescara di chiudere temporaneamente il pronto soccorso per i pazienti con patologie medico-geriatriche, indirizzandoli in...
PESCARA. Scoppia la polemica, da parte del Pd, dopo la decisione della Asl di Pescara di chiudere temporaneamente il pronto soccorso per i pazienti con patologie medico-geriatriche, indirizzandoli in altri ospedali per via dell’affollamento che si è creato tra il 5 e il 6 gennaio e delle difficoltà ad assorbire tutti i ricoveri in area medica. Era già accaduto il 9 dicembre e due giorni fa è stato imposto un altro stop, per 48 ore, consentendo comunque l’accesso ai casi gravi, in un momento in cui c’è anche un afflusso notevole di pazienti Covid.
«È il punto più basso toccato dalla sanità pescarese», denunciano i consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli parlando di «caos irrisolto delle strutture ospedaliere, una vergogna causata dalla totale mancanza di governance da parte del centrodestra».
«È un record, due chiusure del pronto soccorso non si erano mai verificate e complice è anche il silenzio del presidente del Comitato dei sindaci Asl, Carlo Masci, che non ha detto una parola su questo», proseguono i due consiglieri regionali del Pd. «A ciò si aggiunge la terribile situazione in cui sono costretti a lavorare i dirigenti medici del pronto soccorso, mai aiutati dalla governance della Asl, anzi, spesso osteggiati come se il pronto soccorso fosse un corpo estraneo dell’ospedale. Con i consiglieri comunali di Pescara chiederemo un consiglio comunale straordinario su questo che ormai non è più un caso isolato ma l’ennesimo episodio grave di malasanità», annunciano Paolucci e Blasioli segnalando che «nei fatti si nega il diritto alla cura ai pazienti più fragili, quelli in area geriatrica. Una situazione che rimarca ancora di più l’incapacità di gestione dei presidi e di erogazione delle prestazioni, nonostante tutte le risorse assicurate dal governo proprio per evitare che accadesse ciò che si sta invece verificando a Pescara e anche in tanti altri ospedali del territorio, che hanno gli organici ridotti al lumicino perché la Regione non governa il settore a dovere». Proprio puntando il dito contro la Regione i due rappresentanti del Pd si chiedono quale sia il «valore aggiunto della politica che dovrebbe affrontare e risolvere i problemi e non lo fa, ma lascia la sanità al palo, anzi, la chiude, come sta accadendo a Pescara».

