Il Pd elegge Maiale segretario provinciale

Congresso a Villa de Riseis con i delegati del partito. Polemica sulla presidenza a Di Pietrantonio
PESCARA. Nicola Maiale, 41 anni, impiegato, con una lunga esperienza nei movimenti progressisti e promotore di «Piazza Grande» a Pescara, è il nuovo segretario provinciale del Pd. Lo ha proclamato ieri il congresso che si è svolto in mattinata a Villa De Riseis. Maiale era l’unico candidato dopo il passo indietro compiuto alcuni mesi fa dall’ex consigliera comunale Leila Kechoud.
Il congresso, alla presenza dei delegati del partito, ha provveduto anche ad eleggere alla presidenza e alla vice presidenza dell’assemblea provinciale Moreno Di Pietrantonio, che è anche segretario cittadino del Pd e Kendra Sfoglia.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i senatori Andrea Ferrazzi e Luciano D’Alfonso, il responsabile nazionale economia del partito Emanuele Felice e il segretario regionale Michele Fina.
«Proseguiremo un lavoro che abbiamo già tessuto in questi mesi caratterizzati dall’emergenza», ha commentato Maiale dopo la sua proclamazione a segretario, «in cui i problemi della città capoluogo del territorio provinciale, aggravati dalla crisi, sono al centro delle nostre azioni e preoccupazioni. Mai come ora il dialogo è necessario e del dialogo vogliamo continuare a farci promotori con le altre forze politiche del centrosinistra, con l’associazionismo, con i sindacati e con le forze economiche».
Alcune critiche, invece, sono giunte da una parte del Pd che si definisce «Larga minoranza». Il congresso «doveva essere un appuntamento di rilievo», si legge in una nota, «il culmine di una discussione interna molto impegnativa in cui coinvolgere tutti gli iscritti e i militanti del partito. Tuttavia una parte importante (40 per cento) dell’assemblea provinciale, che si è costituita prima dello scoppio della pandemia, ha deciso di non partecipare a quella che si presenta più come una kermesse all’aria aperta (alquanto discutibile con il Covid ancora in circolazione), che una reale discussione sull’idea di partito da proporre». «In questi giorni», prosegue la nota, «si è cercato inutilmente un dialogo con la maggioranza su alcuni punti, come quello della presidenza dell’assemblea, su cui ci dissociamo categoricamente anche nel rispetto della parità di genere sancita dallo statuto del Pd. Parità di genere sollecitata, con tutta evidenza, solo a parole dai vertici del partito». (a.ben.)
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