Il Pd estromette Di Muzio: «Non è più il segretario»

La decisione è del direttivo del partito dopo i contrasti sulla scelta del candidato Eletti come reggenti Di Michele e Galasso in attesa dell’arrivo di un commissario
FRANCAVILLA. Mirko Di Muzio non è più il segretario cittadino del Partito democratico. Lo ha deciso a maggioranza assoluta dei componenti il direttivo di Francavilla, come comunicato attraverso una nota pubblicata sui suoi canali social, dopo una riunione in autoconvocazione avvenuta lunedì scorso.
Si consuma così la frattura tra Di Muzio e il Pd, quasi una logica conclusione di una vicenda nata e cresciuta nei mesi scorsi, che ha avuto come fulcro centrale l'individuazione del candidato sindaco da proporre al tavolo di coalizione, ma che si è sviluppata in una serie di comunicati e repliche che di fatto hanno dato due anime allo stesso partito. Da una parte il gruppo composto da Edoardo Viani, Tina Di Girolamo, Andrea Catena e tutto la squadra che ha sostenuto la proposta che per settimane ha fatto perno sulla consigliera Cristina Rapino, salvo poi convergere sul nome di Luisa Russo da lanciare come candidato del centrosinistra.
Dall'altro proprio quello di Di Muzio, insieme a Marta Rapa, a Livio Bove e al mondo dell'associazionismo, che hanno fatto di tutto per far passare il nome dell'ex vice sindaco e assessore Francesca Buttari. Intorno a questa battaglia si è consumata la lotta interna al Pd, motivo per il quale nei mesi scorsi è stato necessario l'intervento del segretario provinciale Gianni Cordisco, che ha avuto il non semplice compito di rimettere ogni tassello al suo posto. Cordisco è riuscito a ripristinare un certo equilibrio in un partito evidentemente diviso, anche se la rimozione di Di Muzio è segno che c'è ancora molto da lavorare per recuperare l'armonia necessaria. «Questa scelta si è resa necessaria a fronte del comportamento del segretario uscente Mirko Di Muzio, che disconoscendo le scelte del Pd provinciale e regionale determinava una situazione di paralisi del circolo non più accettabile a fronte di una campagna elettorale ormai entrata nel vivo», si legge in un passaggio del documento firmato dal Pd, con riferimento all'ultimo messaggio con cui Di Muzio ha sostenuto la decadenza di gran parte del direttivo cittadino per il mancato rinnovo delle tessere, direttivo che poi ha avallato la scelta di Rapino prima e di Russo poi.
Al suo posto sono stati eletti come reggenti Ilaria Di Michele e Romolo Galasso e nello stesso tempo è stata inviata richiesta di commissariamento ai vertici del partito. «Non intendiamo replicare alle farneticazioni del segretario uscente Di Muzio a proposito dell’anagrafe degli iscritti», dicono i due, «lui era il responsabile e se ci sono state inadempienze prima di tutto dovrebbe chiedere a se stesso il perché». Tuttavia non chiudono le porte a Buttari: «A lei e agli altri componenti del circolo rivolgiamo l'invito a stare dentro questo percorso, con la sola precisazione che il Pd non è un autobus da cui si sale e si scende a piacimento».
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