Il Pd frena Alessandrini «Faremo le primarie»

15 Agosto 2018

Di Pietrantonio avverte il sindaco che è pronto a fare un secondo mandato «In questo momento è necessario tornare a coinvolgere i cittadini nelle scelte»

PESCARA. «Il candidato sindaco verrà scelto con le primarie». L’avvertimento del segretario cittadino del Pd Moreno Di Pietrantonio arriva dopo l’intervista a Marco Alessandrini, pubblicata lunedì scorso dal Centro, in cui il sindaco si dice disponibile a correre di nuovo alle elezioni del prossimo maggio per fare un secondo mandato.
Ma le parole del segretario appaiono come una sorta di altolà al primo cittadino del Pd. «Il Pd di Pescara», dice, «è in grado di mettere in campo una larga coalizione che va dal Partito democratico alla auspicabile ricomposizione del variegato mondo della sinistra, passando per almeno 6-7 liste civiche capaci di rappresentare ampiamente tutte le fasce sociali della città. Riteniamo che la coalizione di centrosinistra sia in grado di garantire sviluppo e giustizia sociale nella nostra città». E poi aggiunge: «In quest’ottica, dopo aver riscontrato un’ampia convergenza da parte delle altre forze politiche, riteniamo che in questo particolare momento della vita politica sia necessario tornare al coinvolgimento dei cittadini attraverso una consultazione popolare, dando una vera opportunità democratica di partecipazione nella scelta del candidato sindaco attraverso lo strumento democratico di partecipazione attiva. Partecipazione che corrisponde alle primarie, aperte e di coalizione, senza nessun costo, da tenersi entro la fine di quest’anno. Saranno anche primarie delle idee per la città. Ci sarà, infatti, la possibilità per i cittadini di proporre e indicare temi programmatici».
Di Pietrantonio spiega, quindi, per quali motivi appare necessario ricorrere alle primarie, nonostante ci sia un sindaco uscente pronto a fare un secondo mandato. «Alla luce del risultato elettorale del 4 marzo», fa presente, «il Pd deve ripartire dai bisogni più immediati e quotidiani delle persone, soprattutto di quelle più in difficoltà, dalle periferie dell’esistenza».
«Il Pd», avverte, «riparte da Pescara, da quel 17 per cento delle politiche del 4 marzo ottenuto in città e dall’esito incoraggiante delle ultime amministrative del 10 giugno, dove è apparso con tutta evidenza che noi ci siamo, soprattutto nella città e nei paesi dove conta molto la capacità e l’esperienza. Elementi che ci hanno sempre contraddistinto nell’amministrare le comunità con i loro mille problemi quotidiani da risolvere».
«Il nostro obiettivo», rivela, «è rilanciare quanto di buono sia stato fatto in questi anni e recuperare su quello che ancora c’è da migliorare. Primi fra tutti la cura e la manutenzione della città, parchi, giardini e strade, oltre al risanamento del fiume e del mare. L’obiettivo è quello di far diventare la nostra città davvero un giardino».
Il segretario, in proposito, riconosce i meriti dell’attuale amministrazione comunale. «Il Pd di Pescara, insieme alla coalizione in Comune», sottolinea, «è riuscita in un’impresa quasi disperata che ha fatto scuola a livello nazionale, ossia salvare la città dal dissesto finanziario provocato in modo colpevole e irresponsabile dalla precedente amministrazione di centrodestra a guida Albore Mascia. Gli stessi che hanno provocato così tanti danni alla nostra città, dimostrando in cinque anni la loro incapacità nell’amministrare, pensano di riproporsi in una coalizione di centrodestra oggi a forte connotazione e trazione leghista con i nuovi seguaci di Alberto Da Giussano, quanto di più lontano ci possa essere dalla cultura e tradizione della nostra città, nata e sviluppatasi su idee antifasciste, di apertura, accoglienza e solidarietà».
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