Il Pd: «I buoni spesa del Comune riservati solo a 400 famiglie»

PESCARA. Sono oltre 2.500 le famiglie pescaresi che, rispetto al Natale dello scorso anno, perderanno il diritto al buono spesa erogato dal Comune di Pescara, che ha ridotto al lumicino sia le...
PESCARA. Sono oltre 2.500 le famiglie pescaresi che, rispetto al Natale dello scorso anno, perderanno il diritto al buono spesa erogato dal Comune di Pescara, che ha ridotto al lumicino sia le risorse sia il numero di beneficiari. La denuncia arriva dai consiglieri comunali del centrosinistra, che contestano l’enfasi con la quale il sindaco e gli assessori di centrodestra hanno annunciato il provvedimento da 35.000 euro dei buoni spesa solo per le 400 famiglie già seguite dai servizi sociali.
«I numeri parlano chiaro», spiegano i consiglieri Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, «in piena emergenza Covid lo stanziamento per i buoni spesa natalizi è stato di 675mila euro, nel 2021 il Comune ha erogato oltre 400mila euro e a Pasqua quasi 185mila euro, ampliando la base dei beneficiari per rispondere al grande numero di famiglie che, pur non essendo da sempre assistite dai servizi sociali, si sono ritrovate improvvisamente a fare i conti con enormi difficoltà quotidiane». «A fronte di quella esperienza, resa positiva anche dal grande sforzo professionale ed organizzativo messo in campo dagli operatori dei servizi sociali del Comune di Pescara», fanno presente, «ora il centrodestra fa marcia indietro, in uno dei momenti economici più delicati per la vita di moltissime famiglie: a fronte di un governo nazionale che non ha confermato lo stanziamento degli anni scorsi, la giunta comunale ha preferito destinare 300mila euro per la fontana di piazza Salotto, 700mila euro più del previsto per il disastro di viale Marconi ed oltre 100mila euro per il concerto di Capodanno, lasciando appena 35mila euro all’erogazione di buoni spesa, senza nessun investimento aggiuntivo in quanto erano risorse già destinate alle politiche sociali ma che la giunta Masci non è stata capace di spendere».

