Il Pd in assemblea con Nardella: ecco le nostre 4 priorità

28 Gennaio 2023

D’Alfonso, Serracchiani e il sindaco di Firenze dettano la rotta «Dobbiamo stimolare lo sviluppo e riportare la gente al voto»

PESCARA. Stabilire le emergenze dei territori, stilare una lista di priorità, «per definire un nuovo alfabeto» con cui parlare alla gente e ritrovare il consenso popolare. È la ricetta per ricostruire un nuovo Partito democratico che arriva dal deputato Luciano D’Alfonso. Ieri pomeriggio, il teatro Sant’Andrea di Pescara ha ospitato un’assemblea popolare dei democratici organizzata per favorire il contributo dell’Abruzzo al dibattito nazionale nella fase congressuale che sta vivendo il Pd. Di fronte a una folta platea, si sono susseguiti gli interventi di D’Alfonso, del sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, e poi degli ospiti nazionali, Dario Nardella, sindaco di Firenze, Marco Bentivogli, coordinatore BaseItalia e Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera. Assente il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, rappresentato dal capo di gabinetto, Claudio Stefanazzi, che ha puntato l’attenzione sulla necessità di affrontare i temi del Mezzogiorno.
«Oggi siamo impegnati per il congresso per il Pd e per cercare di dare una nuova guida a Pescara e in Abruzzo», ha dichiarato D’Alfonso. «Avverto una sofferenza di pensiero tra i democratici e dobbiamo stare attenti a non creare una scatola vuota. Ecco perché credo che sia importante stabilire quali siano le emergenze dei territori, per poi avere la forza di articolare una lettura prioritaria». Quattro secondo il deputato le questioni che il partito dovrebbe affrontare per «ritrovare la voglia del Paese di stare con noi gomito a gomito: capire come si può aumentare la ricchezza sostenibile dei territori; riparare la democrazia italiana dove 19 milioni di persone non sono andate a votare e in Abruzzo 350mila; stilare un’agenda di investimenti significativi per lo sviluppo e il risanamento del Paese; e rivedere la coppia dei diritti-doveri in Europa».
Per il sindaco di Firenze Nardella, la chiave di un nuovo Pd, sta nella riscoperta «dei valori profondi e del nostro stesso nome», ha detto. «Siamo gli unici a portare nella nostra identità la parola democratico, che significa senso di popolo, tutto il contrario di populismo. Se per la prima volta ci sono stati 19 milioni di persone che non hanno votato, vuol dire che la democrazia è ferita. La prima battaglia quindi è cambiare il sistema elettorale». Secondo il primo cittadino toscano, vanno «riscoperte le ragioni del Pd, partendo dai temi e dai territori».
Ha parlato della necessità della ricostruzione di una partecipazione popolare, anche Bentivogli, coordinatore BaseItalia. Ha voluto rivendicare i risultati raggiunti, Debora Serracchiani evidenziando come «di fronte alla sconfitta dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, ma non mettere da parte l’esperienza del Pd. Il congresso deve servirci per rinnovarci e rigenerarci, ma anche per fare opposizione, affrontando sfide che altri non hanno la prontezza di affrontare». Dura l’analisi del sindaco di Atessa, Borrelli, che, definendosi «deluso e amareggiato» ha parlato di un Pd con «poco appeal e che ha perso i voti perché è apparso troppo concentrato sul potere e poco sull’ascolto del suo elettorato», mentre il segretario cittadino Antonio Caroselli, ha sottolineato come l'assemblea sia stata la dimostrazione «di non essere una comunità indifferente. Troviamo insieme le ragioni che ci fanno essere con orgoglio e con più forza democratici pescaresi, abruzzesi, italiani ed europei».
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