Il Pd: la metà delle multe per chi sfiora la striscia

Blasioli e Giampietro denunciano: 26mila sanzioni su 53mila per semplici manovre Appello al Comune: bisogna ridare soldi e punti della patente agli automobilisti
PESCARA. Basta oltrepassare di pochissimo la striscia d’arresto in prossimità del semaforo oppure varcare o calpestare la linea continua che divide le corsie per vedersi recapitare a casa una multa di 35,20 euro che diventa di 47,80 euro se non viene pagata entro 5 giorni. Ma soprattutto per vedersi decurtare 2 punti dalla patente. Ed è quello che sta succedendo, per il Pd, a tanti pescaresi. Delle 52mila sanzioni elevate attraverso le telecamere ai semafori, oltre la metà, 26.457, riguardano il mancato rispetto della segnaletica orizzontale. Oltre agli automobilisti, le multe stanno arrivando anche ai conducenti di furgoni e furgoncini e agli autisti di Tua. Multe che il consigliere regionale Antonio Blasioli definisce «illegittime» e per questo invita l’azienda di trasporto a chiedere un incontro al Comune.
Le multe recapitate si riferiscono al mese di novembre. «Sono illegittime», sottolinea Blasioli, «perché gli automobilisti e gli autisti di autobus non sono messi nelle condizioni di rispettare il codice della strada». Fa, quindi, l’esempio delle macchine in divieto di sosta vicino agli incroci. «Per superarle, i mezzi in transito sono costretti ad allargarsi, finendo di conseguenza nella corsia limitrofa. Tante di queste situazioni si verificano in via Luisa D’Annunzio e via Gabriele D’Annunzio. Per evitare la multa, sta accadendo che alcuni autisti si fermano, chiamano la municipale e aspettano sino a quando le auto in divieto di sosta non vengano rimosse. Risultato? Traffico bloccato».
Secondo il consigliere regionale, un altro fattore di criticità è rappresentato dalle corsie che non sono larghe come dovrebbero essere e, pertanto, autobus e mezzi pesanti finiscono inevitabilmente per superare la striscia longitudinale continua. Blasioli poi insieme al capogruppo comunale Piero Giampietro torna a chiedere l’installazione dei semafori “countdown”: «Questo sistema», spiegano i due, «garantisce una guida più sicura, attenta e scorrevole. Consente agli automobilisti di capire se in prossimità dell’incrocio stia o meno scattando l’arancione e quindi il rosso, scongiurando altre contravvenzioni. Ma la realtà è che al Comune interessa solo fare cassa e lo fa anche in situazioni eccezionali». Il riferimento è ad un fatto accaduto il 19 ottobre in via Tirino quando è scoppiato in strada un tubo dell’acqua: «Gli agenti della municipale l’hanno chiusa», fanno presente Blasioli e Giampietro, «e, per non bloccare la circolazione, hanno consentito ai mezzi di passare con il rosso. Dopo alcune settimane però, agli automobilisti sono arrivate le multe insieme alla comunicazione di 6 punti in meno dalla patente. Hanno presentato ricorso in autotutela, ma non hanno ricevuto risposta nei 20 giorni successivi, e così sono stati costretti a pagare. È l’ennesima conferma», dicono i due consiglieri, «di come il Comune di Pescara non sia minimamente animato da propositi volti ad implementare la sicurezza stradale. Conta solo fare cassa. Chiediamo ora di rivedere queste sanzioni, restituendo soldi e punti ai malcapitati automobilisti».
Pronta la replica della municipale, la quale spiega che è stato fatto un approfondimento, caso per caso, visionando i fotogrammi ed è stato accertato che la pattuglia presente in via Tirino non stava regolando il traffico, ma controllando che non venisse superata la transenna. Nessuno, pertanto, è stato invitato a passare con il rosso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

