Il Pd: lavori in corso Umberto, serve un piano per tutta la strada

Il progetto di riqualificazione presentato dai commercianti, Di Costanzo: «C’è il rischio di sprechi» La consigliera di opposizione chiede un’opera globale: «No a interventi a macchia di leopardo»
MONTESILVANO. «Sì al progetto di riqualificazione del centro cittadino purché non resti solo un annuncio o non determini uno spreco di denaro pubblico». Con queste parola la consigliera del Partito democratico, Romina Di Costanzo, interviene in merito al restyling della parte più centrale di corso Umberto. All’indomani della commissione Commercio, durante la quale sono stati invitati anche i rappresentanti di Confesercenti (che si è fatta promotrice dell’idea condivisa con i commercianti della zona) e l’architetto Marco Volpe, progettista dell’intervento, l’esponente dell’opposizione, pur valutando di buon grado la rivoluzione prevista per il cuore di Montesilvano, esprime le sue perplessità.
«Bene che l’amministrazione abbia accolto un progetto presentato dalle associazioni di categoria dei commercianti per riqualificare finalmente un’area strategica della città, includendo tra l’altro zone 30, ciclabili e liberando gli spazi a parcheggi», commenta Di Costanzo. «Un segnale importante per riqualificare il corso e contribuire a ridare slancio al commercio diffuso, quello che dovrebbe essere privilegiato in una città come Montesilvano, in cui si registra un’inflazione di ipermercati e grandi superfici di vendita». Eppure la consigliera dem, come già espresso durante la seduta della commissione, solleva alcuni dubbi: «Da anni sentiamo parlare quest’amministrazione della volontà di riqualificare il Corso. Abbiamo visto tra l’altro anche in passato altre idee progettuali presentate alle stampa e date per imminenti, che però, trascorso il tempo di un annuncio, si sono richiuse in chissà quale cassetto», prosegue la consigliera di minoranza. «Dunque, si dia presto concretezza a questa intesa, impegnando le annunciate somme per la riqualificazione, per realizzare un progetto gratuito e partecipato dal basso con i commercianti, che dunque evita la necessità di dover gestire i conflitti con i portatori d’interesse a posteriori».
Oltre alla necessità della certezza dell’intervento, Di Costanzo punta poi l’attenzione su un altro aspetto: «La pianificazione urbana e della mobilità dovrebbe essere armonica e non con interventi spot a macchia di leopardo e mi chiedo come si integra questo progetto con questi strumenti di pianificazione, ammesso che esistano», sottolinea. «Altrimenti si rischia che alla riqualificazione di un’area non facciano seguito i requisiti di fruizione e funzionalità per i quali è stata pensata, con sperpero di denaro. Mi riferisco ad esempio al centro cittadino, in cui il rifacimento di pregio del manto stradale in porfido per una pedonalità diffusa ha dovuto presto far spazio al transito delle auto con ammaloramento del manto e sua sostituzione in alcuni tratti. O alla rinnovata via Roma, la cui destinazione è ancora del tutto incerta». (a.l.)
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