Il Pd: Maragno non risparmia, è immobile

L’opposizione boccia l’operazione verità del sindaco e accusa: nessuna traccia delle sue promesse
MONTESILVANO. Un bilancio decisamente negativo quello tracciato dal gruppo consiliare del Pd in relazione ai primi 6 mesi di amministrazione di centrodestra. A bocciare l’operato del sindaco Francesco Maragno e della sua giunta sono i consiglieri Feliciano D’Ignazio e Pietro Gabriele che, programma elettorale alla mano, hanno evidenziato quanto non ancora fatto finora e quali i progetti che in realtà sono stati avviati dalla passata amministrazione Di Mattia. Non prima, però, di aver contestato i numeri snocciolati dal primo cittadino durante la cosiddetta Operazione verità. «Hanno fornito dei dati relativi al periodo in cui la giunta era ancora a 5 membri e non a 7 come ora», sottolinea il Pd, «o quando allo staff non era stato aumentato il monte ore come accaduto di recente, per un importo aggiuntivo di 28 mila euro. Quanto al personale dell’ente, i conti sono più bassi perché 5 persone sono andate in pensione e non perché loro sono più bravi a risparmiare. Infine, sul piano delle tasse non le hanno aumentate solo perché il commissario aveva già fatto loro questo “regalo”. Spettava a loro, invece, prevedere delle ulteriori agevolazioni ma ciò non è accaduto».
Per avvalorare la tesi di «totale immobilismo», gli esponenti del Pd hanno poi analizzato il programma elettorale di Maragno, evidenziando che non vi è ancora traccia di una serie di punti: «Non c’è stato potenziamento della sicurezza», proseguono, «né trasparenza visto che Maragno non ha mai fatto il nome delle lobby. Zero progettazione europea e nessuna casa del volontariato. Nulla sotto il piano del turismo, del commercio e della Stella Maris e pessime scelte per gli eventi estivi».
L’opposizione ha ricordato, poi, i progetti avviati dalla passata giunta e di cui oggi Maragno raccoglie i frutti come l’intercettazione di fondi regionali per il dissesto idrogeologico, il sistema di videosorveglianza, la collaborazione con l’università e gli oltre 330 mila euro drenati dall’ex consigliere provinciale Lino Ruggero per Stella Maris, viabilità, bocciodromo e riserva naturale. Dito puntato anche sull’attuale gestione del verde e mobilità sostenibile. Spazio, infine, al tema della farmacia comunale che vede da un lato la maggioranza favorevole all’affidamento esterno della gestione e dall’altro l’opposizione a favore del trasferimento nel distretto sanitario di base. «Basterebbe portare la farmacia in via Di Vittorio per vedere i conti risollevarsi grazie alla presenza di medici, guardia medica e magari anche del nucleo di cure primarie», ha evidenziato Gabriele. «Dopotutto c’è anche una mozione approvata all’unanimità in tal senso e invece l’amministrazione vuole disfarsi della farmacia ora che le cose vanno male e ciò significa concederla a un prezzo basso. Una decisione che dimostra miopia e incapacità». (a.l.)
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