Il Pd: «No al raddoppio della ferrovia»

MANOPPELLO. Il Partito democratico di Manoppello – con il segretario Alessio Blasioli e i consiglieri comunali di opposizione Anna Giuseppina Ilario e Stefano Mancini – affrontano il tema del...
MANOPPELLO. Il Partito democratico di Manoppello – con il segretario Alessio Blasioli e i consiglieri comunali di opposizione Anna Giuseppina Ilario e Stefano Mancini – affrontano il tema del progetto di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) di realizzare il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma, parallelamente al tracciato esistente, che solca lo scalo di Manoppello, quello della vicina località di Brecciarola in territorio di Chieti e quello di Alanno. Incrementano il fronte del no, aperto dalle amministrazioni comunali interessate, dalle associazioni cittadine e dalle forze politiche locali, e scrivono ai parlamentari abruzzesi, ai consiglieri regionali e provinciali e ai segretari provinciale e regionale del Pd, affinché allarghino la discussione nelle loro sedi, «perché», dicono, «un argomento di tale portata non può rimanere confinato solo nel nostro territorio e a conoscenza dei pochi sodalizi locali». Rivolgono anche un appello particolare al senatore Pd Luciano D'Alfonso, «che è intimamente legato alla nostra città di Manoppello», scrivono, «e che ha più volte detto di essere in debito verso i suoi cittadini».
«Far coincidere il progettato tracciato ferroviario con quello odierno comporterà», si legge ancora nella loro nota «l’abbattimento di decine edifici, la costruzione di enormi barriere antirumore e di altre opere impattanti per il tessuto cittadino. L’impatto sociale ed economico sarà enorme, con paesi nettamente divisi in due in preda al crollo della qualità di vita e del valore economico delle abitazioni». Gli esponenti del Pd ricordano che sarebbe possibile adottare un progetto alternativo, che riprende uno studio di fattibilità, redatto da Rfi nel 2007, contenente la previsione dello spostamento «indolore della linea ferrata nella zona dell’Interporto, anche se oggi Rfi sembra non voler tornare sui propri passi». L’intendo degli esponenti Pd è di stimolare i colleghi del partito a tutti i livelli «a prendere una posizione pubblica per la modifica del progetto, in modo che, con il coinvolgimento responsabile anche di esponenti di altre aree politiche, si potranno ottenere i risultati sperati». (w.te.)

