Il Pd prova a unire partiti e civici

L’invito dei Dem è rivolto a tutti. Scintille a distanza D’Alessandro-Marcozzi
Viaggiando sulle ali dell’entusiasmo per il risultato ottenuto nei Comuni, il Pd regionale lancia la proposta della costituzione di un’ampia coalizione progressista, aperta a partiti e forze civiche, tentando, nel contempo, una ricucitura con il Movimento 5 Stelle dopo lo strappo della scorsa settimana in consiglio regionale.
Il nuovo tavolo del centrosinistra è nato ufficialmente ieri a Pescara, in una riunione, tenutasi nella sala Tinozzi della Provincia, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Articolo Uno, + Europa, Sinistra Italiana, Abruzzo in Comune, oltre, ovviamente, al segretario regionale del Partito democratico Michele Fina. Tra i presenti, il senatore Luciano D’Alfonso, Sandro Mariani, Manola Di Pasquale, Dino Pepe, Maurizio Di Nicola, Camillo D’Alessandro, Gianni Padovani, Daniele Licheri e l’ex sindaco di Francavilla, Antonio Luciani.
L’idea è quella del “campo largo” o “nuovo Ulivo” con il Pd nel ruolo di principale sostenitore. Un nuovo soggetto politico che però lascia freddi, per il momento, i pentastellati, che, per bocca della capogruppo in consiglio regionale Sara Marcozzi, si affrettano subito a mettere dei paletti. Ma andiamo per ordine.
«Condivideremo da subito il nostro programma, le tesi per l’Abruzzo», esordisce Fina. «Inizia un lavoro comune, con la prospettiva di coinvolgere altre forze all’interno del perimetro, incluse quelle di natura civica. Saremo inclusivi, non autoreferenziali. Il percorso si baserà sull’opposizione al governo regionale e sul lavoro sulle idee che riguardano Pnrr, ricostruzione, opportunità derivanti dal rapporto con il governo nazionale. Supporteremo anche i tavoli locali in vista delle prossime amministrative, a cominciare da quelle al Comune dell’Aquila».
Poi la mano tesa ai Cinquestelle non presenti: «Si tratta di un passaggio fondamentale, che faccia tesoro anche della collaborazione avviata su molti temi. Attendiamo la definitiva organizzazione del M5S, a cominciare dalla scelta del referente regionale, per proporre un tavolo unico che coinvolga tutti. Dovremo trovarci sulla base di idee e progetti. Da subito, in ogni caso», sottolinea il segretario Dem, «invitiamo i rappresentanti del centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle a coordinare le attività di opposizione in Consiglio regionale». L’apertura al Movimento dà però lo spunto a Italia Viva di lanciare una frecciata: «Nessun veto», incalza D’Alessandro, «ma le assenze sono scelte, non aspetteremo i Cinquestelle in eterno».
La reazione di Marcozzi però è immediata: «Se mai l'ipotesi di un tavolo regionale allargato dovesse farsi concreta, è bene che il Partito Democratico - tra le altre cose - tenga presente fin da subito, come già ampiamente esposto nella linea dettata a livello nazionale, che non potrà esserci spazio per chi fa riferimento alle correnti di partito di Calenda (Azione, ndc) e Renzi. Noi siamo impegnati a lavorare esclusivamente sui temi concreti, mettendo i cittadini abruzzesi davanti a qualsiasi altra questione». Insomma, la strada per il campo largo non sembra per ora in discesa.

