Il Pd: siamo messi meglio Ma M5S vuole vedere i fatti

14 Dicembre 2016

Mariani: «De Vincenti, Delrio e Lotti rappresentano punti di riferimento più forti» Sospiri (Fi) replica: «Rallentamenti inevitabili». E Olivieri (Ac) pensa alla Sanità

PESCARA. Cosa si aspetta l’Abruzzo dal nuovo esecutivo? «Nel rapporto tra governo regionale e nazionale siamo molto avanti nella fase esecutiva e realizzativa, progetti che qualunque governo fosse nato avrebbe trovato come cantierabili. Meglio ancora se tutto ciò avviene seguendo la linea della continuità rappresentata dal governo Gentiloni». Il capogruppo in consiglio regionale del Pd Sandro Mariani vede posizionato bene l’Abruzzo nell’agenda del nuovo esecutivo. Dice che i ministri De Vincenti e Delrio rappresentano una sorta di garanzia per i suoi programmi, e che Lotti al Cipe sa bene quali sono le necessità dell’Abruzzo: «All'indomani della crisi tutti s'interrogavano sulla presunta perdita di riferimenti, con il nuovo governo avviene il contrario e paradossalmente i punti di riferimento sono rafforzati».

I dossier, quali sono le priorità a cui Mariani si riferisce? «Mi viene in mente la richiesta di autorità portuale di Civitavecchia fino alle partite sulle infrastrutture. Il Masterplan è già concluso e deliberato dal Cipe tant'è vero che D'Alfonso sta premendo sulle stazioni appaltanti individuate affinché chiudano i progetti e facciano le gare. E poi sono già pronte ulteriori risorse per il dissesto idrogeologico, una priorità dove per la prima volta la Regione anticipa i fenomeni ambientali piuttosto che correre dietro alle emergenze».

Un elenco che però non va giù a Sara Marcozzi, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Che, non vedendo alcuna differenza tra nuovo governo e ed governo Renzi, replica che «non è cambiato nulla»: in sostanza, tante parole pochi fatti. «La linea tracciata da Gentiloni, che ha detto nel suo discorso d'insediamento di avere a cuore la lotta alla disuguaglianza sociale in Italia, istituendo anche un ministero per il Sud, non è un cambio di passo e anzi suggerisco di riprendere le dichiarazioni di Letta e di Renzi al loro insediamento: sono identiche. A chiacchiere sono bravi», continua la Marcozzi, «nei fatti dimostrano il contrario, di essere il governo dei poteri forti e banche e non il governo dei cittadini. E in Abruzzo questa disparità si ripropone».

La capogruppo M5s punta l’indice contro il governatore perché «si comporterà in continuità con Gentiloni come con Renzi». «In due anni che il M5s è in Regione, non abbiamo visto approvare una legge in favore dei cittadini,ma solo leggi che favorivano qualcuno sfavorendo altri».

E il Masterplan? Secondo M5s, i soldi sono stati stanziati ma senza programmazione, o visione organica. «Milioni di euro», critica la Marcozzi, «che avrebbero dovuto essere programmati per dare un segnale, e che in realtà si sono dimostrati semplicemente un finanziamento a pioggia».

E prende spunto dal Masterplan anche Lorenzo Sospiri, capogruppo di Fi in consiglio regionale: «Quello Gentiloni è un “governo balneare”, che a giugno dovrà condurci dritto dritto alle nuove elezioni, dunque è molto difficile attendersi opere o fatti che vadano a dare concretezza alle roboanti promesse elettorali sfornate nelle scorse settimane dal governatore D'Alfonso e dall'ex premier Renzi. Lo dimostra anche il fatto», continua, «che la maggior parte delle iniziative infrastrutturali inserite nel Masterplan è riversata nelle annualità 2018-2019, segno della loro distanza temporale e della difficile capacità realizzativa».

Secondo Sospriri l’Abruzzo «ancora una volta l'Abruzzo vedrà deluse le proprie aspettative, ma fortunatamente questa volta», precisa, «gli abruzzesi non sono caduti nel trappolone pro-Sì del Referendum». Per Sospiri tutto lascia presumere che, tra passaggi di consegne, nuovi insediamenti, rielaborazioni delle agende di lavoro, anche l'attività ordinaria dei Dicasteri subirà rallentamenti: «Il che mette a rischio anche i nuovi lavori al porto di Pescara che, come previsto, dovranno passare all'esame della Commissione di Valutazione dell'Incidenza ambientale Nazionale, e non regionale. A questo punto», tira le somme, «è necessario e preferibile che si faccia presto, ovvero gli abruzzesi non si aspettano altro che una rapida chiamata alle urne con una nuova legge elettorale».

Si augura maggiore attenzione verso l’Abruzzo e molto sulla Sanità («perché c’è ancora molto da fare»), il consigliere regionale di Abruzzo Civico, Mario Olivieri, che coglie però due aspetti contrastanti del nuovo governo: «Bene che sia stata tolta la ministra dell'Istruzione – mia moglie insegna e conosco bene i risvolti negativi della riforma della Buona scuola – ma io avrei assolutamente tolto la ministra alla Salute, Beatrice Lorenzin. Non vive il territorio e la sua riforma è scollegata dalle esigenze vere dei cittadini, riportando conseguenze a cascata anche sulle regioni, come l'Abruzzo che proprio in questi anni si prepara a fare la sua riforma della Sanità».

Sono infine rivolte al Teramano le aspettative del consigliere regionale Giorgio D’Ignazio (Ncd) su questo governo: «Da Gentiloni ci aspettiamo interventi per frenare il rischio spopolamento dei borghi e anche della stessa città di Teramo dovuto all'incertezza post-sisma. E poi non deve essere sottovalutata la necessità di effettuate un forte intervento sul welfare e sull'occupazione, in quanto la perdita di posti di lavoro nella provincia teramana è un dramma serio».

(ha collaborato

Marianna Gianforte)