Il Pd: «Troppi ritardi sui vaccini»

Città Sant’Angelo. L’opposizione accusa, Perazzetti replica: siamo in prima linea
CITTÀ SANT’ANGELO. Lo stato delle vaccinazioni, il criterio adottato per la selezione dei fragili, quello per la chiamata di eventuali sostituti, l’ordine di chiamata dei caregiver, la verifica dei requisiti di accesso e i ritardi. Sono questi gli interrogativi che il gruppo consiliare del Partito democratico di Città Sant’Angelo pone alla Regione, alla Asl, al sindaco angolano Matteo Perazzetti e al comandante della polizia municipale, attraverso un’interrogazione depositata negli uffici comunali. «Nonostante le tante segnalazioni ricevute che hanno portato alla proposizione dei vari quesiti non ci è stato fornito alcun riscontro formale», fa sapere il Pd con una nota pubblicata sui suoi canali social. «Nessuna comunicazione ufficiale, nemmeno da parte dell’amministrazione, circa i dubbi e i ritardi inerenti la vaccinazione di fragili e caregiver, che dovrebbero avere priorità rispetto agli altri cittadini». Quindi va avanti: «Su questioni così importanti non è tollerabile un ritardo di questo tipo nei confronti di una collettività che chiede spiegazioni e ha bisogno di risposte precise per esercitare i propri diritti». Poi conclude: «A prescindere dalla competenza che il Comune ha nell’organizzazione della distribuzione dei vaccini, riteniamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione fornire alla cittadinanza, che reclama spiegazioni, tutte le informazioni di cui necessita e di cui l’Ente è sicuramente a conoscenza».
Il Pd, nella nota, auspica che «al di là dei canonici 30 giorni di cui l’amministrazione dispone per fornire una risposta, questa volta possa esserci maggiore celerità». In realtà una prima risposta, seppur informale, il sindaco Perazzetti, direttamente chiamato in causa, la fornisce: «L’organizzazione dei vaccini, i criteri di accesso, le modalità e gli eventuali ritardi sono tutti argomenti sui quali il Comune non ha alcuna competenza», spiega a riguardo. «Quello che noi come amministrazione possiamo fare e stiamo facendo è mettere a disposizione i locali per eseguire le vaccinazioni, fornire il personale e garantire la collaborazione richiesta per mandare avanti la campagna vaccinale. Tutto il resto rimane di competenza esclusiva della Asl». E conclude: «Si tratta di una polemica strumentale. Chi ha posto questi interrogativi ha sbagliato interlocutore».

