Il Pd: vocazione turistica tradita
Di Costanzo attacca la giunta Maragno sul depuratore guasto
MONTESILVANO. «Una città a vocazione turistico-balnere che non ha a cuore il funzionamento del depuratore è come un ristorante che aspira alle stelle Michelin offrendo ai clienti cibo in scatola e per di più scaduto». Così la segretaria cittadina del Pd, Romina Di Costanzo, interviene in merito alla notizia di un guasto al depuratore cittadino che causa lo sversamento dei liquami fognari direttamente nel fiume Saline.
La rottura, emersa nel corso di un sopralluogo della Asl e dell’Arta, ha convinto il sindaco a firmare un’ordinanza per sollecitare l’Aca all’immediato intervento.
«Già dal primissimo insediamento dell’amministrazione Maragno», commenta Di Costanzo, «avevamo sollevato la questione depuratore in considerazione dei livelli di inquinamento delle acque superficiali lontani anni luce dalla direttiva 2000/60 della Comunità Europea. D’altronde, degli ottanta milioni di euro stanziati dal decreto Sblocca Italia a favore del sistema dei depuratori abruzzesi, quanti euro sono stati investiti in progettualità esecutive?».
La segretaria dem evidenzia poi come più volte il suo partito abbia sollecitato l’amministrazione a promuovere a tempo debito tavoli tecnici con Aca, consorzio di bonifica, Arta, Asl e Regione, in modo da «poter definire una strategia che ponesse tra le priorità di intervento il depuratore di Montesilvano».
Nel ricordare, infine, come al contratto di fiume sottoscritto con i Comuni limitrofi non abbia fatto seguito alcuna progettualità, Di Costanzo conclude: «Se non riusciamo ad acquisire una visione più dinamica e partecipe, in grado di guardare al di là delle emergenze, con le semplici ordinanze o gli inviti di massima attenzione agli enti preposti, gli obiettivi di qualità e di miglioramento della sicurezza idraulica indicati dalle direttive europee sono destinati a rimanere sulla carta come la nostra vocazione turistica». (a.l.)
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