Il Pd è spaccato su Ciofani Emerge Sclocco sindaco

2 Aprile 2019

Rivolta nel partito degli anti-dalfonsiani, parte la richiesta di un altro candidato Spunta l’idea dell’ex assessore regionale. Oggi l’ennesimo vertice di coalizione

PESCARA. Il centrosinistra è nel caos. Dopo lo strappo di Gianni Teodoro, che domenica scorsa ha annunciato che correrà da solo, ora c’è il rischio altissimo di un esodo di massa dalla coalizione. Il nome di Carmine Ciofani come candidato alla carica di primo cittadino sta spaccando non solo il centrosinistra, ma anche il Pd. E i partiti più a sinistra ora lanciano la proposta di far correre l’ex assessore regionale Marinella Sclocco per la poltrona di sindaco.
Proposta che dovrebbe essere avanzata oggi pomeriggio nel tavolo di coalizione convocato ancora una volta dal segretario provinciale Pd Enisio Tocco per affrontare il problema della scelta di un candidato unitario. Queste almeno le indiscrezioni trapelate ieri, giornata in cui si sono succeduti contatti a tutti i livelli per cercare di ricompattare una coalizione in piena fibrillazione. Il problema sarebbe stato segnalato addirittura ai dirigenti romani dei dem.
Fibrillazioni si registrano anche all’interno del Pd, soprattutto da parte degli anti-dalfonsiani che avrebbero mal digerito la proposta di candidare l’avvocato Carmine Ciofani avanzata, a loro dire, proprio dal senatore Luciano D’Alfonso.
Emblematica la dichiarazione rilasciata ieri dalla consigliera comunale dem Leila Kechoud. «C’è insoddisfazione per il modo in cui si stanno svolgendo le trattative», ha detto, «è stato richiesto di azzerare il gruppo locale di lavoro che non sembra rispondere a quell’idea di autocritica tanto auspicata dopo le ultime elezioni politiche o al recente esempio di campo più largo sperimentato da Giovanni Legnini nelle ultime elezioni regionali».
La situazione appare alquanto complicata, ma forse non definitivamente compromessa. L’eventuale candidatura di Marinella Sclocco, secondo alcuni, potrebbe ricompattare il centrosinistra e c’è chi non esclude anche la riapertura di un dialogo con Gianni Teodoro.
L’ex assessore regionale, del resto, sarebbe ben vista non solo da buona parte del suo ex partito, il Pd, ma anche dal mondo dell’associazionismo e persino da quello cattolico. Il suo non è l’unico nome circolato ieri. È spuntato anche quello dell’assessore comunale alla cultura Giovanni Di Iacovo, che sarebbe fortemente caldeggiato da esponenti del suo partito, la Sinistra italiana.
Restano poi, come alternative, alcune scelte interne al Pd. Come, ad esempio, l’assessore al turismo e ai grandi eventi Giacomo Cuzzi, il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli e il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio. La riunione di oggi pomeriggio, dunque, è considerata una sorta di resa dei conti all’interno del centrosinistra. C’è chi sostiene che sia l’ultima chance per evitare il rischio di altri abbandoni della coalizione. Coalizione che ha già perso il consigliere comunale Ivano Martelli, ex Sinistra italiana, pronto a scendere in campo con una sua lista civica e un proprio candidato sindaco. Poi c’è l’assessore Gianni Teodoro, che ha rotto le trattative con il Pd e ha annunciato domenica scorsa di voler correre da solo.
A questo punto la maggioranza in Comune si fa sempre più ristretta anche per il recente passaggio di tre consiglieri all’Udc, Massimiliano Pignoli, Giuseppe Bruno e Riccardo Padovano. Ieri, è ripreso il consiglio comunale per l’esame dei 2mila emendamenti al progetto delle aree di risulta, ma è stato subito rinviato perché alcune proposte di modifica non avevano il parere dei tecnici. Ora, su ogni provvedimento il centrosinistra rischia un insuccesso.
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