Il pensionato è morto dopo la caduta nel cantiere

25 Aprile 2015

L’indagine sul decesso di Spiriticchio a 2 giorni dal ricovero per una ferita alla testa La ricostruzione dei carabinieri: stava facendo un sopralluogo per lavori a Chieti

MONTESILVANO. Una caduta da un ponteggio all’interno di un cantiere edile di Chieti. È questa la causa che ha portato prima al ferimento e poi alla morte di Riccardo Spiriticchio, il 66enne di Montesilvano deceduto lunedì sera all’ospedale civile di Pescara. A risolvere quello che era apparso quasi come un giallo, dopo 3 giorni di indagini, sono stati i carabinieri della compagnia di Montesilvano che sono riusciti a far luce sulle ore precedenti l’arrivo dell’uomo al Pronto soccorso di Pescara. Un incidente che all’inizio non era apparso così grave, tanto che il pensionato aveva raggiunto l’ospedale senza dover ricorrere all’intervento dell’ambulanza del 118. Con il passare delle ore, tuttavia, le condizioni del montesilvanese, che presentava traumi compatibili con una caduta da un’altezza non eccessiva, come ad esempio da una rampa di scale, sono peggiorate fino a portarlo alla morte, lunedì sera, dopo meno di 36 ore dal ricovero nel reparto di Neurochirurgia.

Da quel momento gli uomini del capitano Vincenzo Falce hanno iniziato una serie di indagini, coinvolgendo moglie e figli del 66enne per conoscere gli ultimi spostamenti della vittima che, come riferito dalla stessa famiglia, non si era ferito in casa e non era stato accompagnato al Pronto soccorso da nessun componente del nucleo familiare. Per questa ragione, le forze dell’ordine si sono avvalse anche delle registrazioni del sistema di videosorveglianza dell’ospedale per capire in che modo Spiriticchio avesse raggiunto la struttura sanitaria, o forse per avere conferma di una pista che già avevano iniziato a percorrere e che li ha condotti, dopo poche ore dall’inizio delle indagini, a un cantiere edile di Chieti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il montesilvanese, con un pluriennale trascorso lavorativo nel mondo dell’edilizia e attualmente in pensione, era stato contattato da un’impresa edile teatina per una consulenza in un cantiere di via Peligni, a Chieti. Per questa ragione, sembra che Spiriticchio si fosse già recato sul posto, nei giorni precedenti l’incidente, per fare dei sopralluoghi in compagnia dei titolari dell’azienda. Domenica in tarda mattinata, il pensionato ha poi raggiunto nuovamente il cantiere, questa volta da solo, probabilmente per verificare gli interventi effettuati o quanto ancora da effettuare. Durante il sopralluogo, tuttavia, il 66enne sarebbe caduto da un ponteggio, alto all’incirca due metri, riportando delle lesioni che in un primo momento non devono essergli apparse molto gravi, tanto da non spingerlo a chiamare il 118 o la famiglia, ma gli stessi titolari dell’impresa per chiedere di essere accompagnato a fare dei controlli in ospedale. Una volta raggiunto il Pronto soccorso, Spiriticchio ha poi avvertito i propri familiari riferendo di essere caduto, seppur non specificando in che circostanze, e di essere stato ricoverato. La situazione però è precipitata il giorno successivo quando, nel tardo pomeriggio, il montesilvanese è deceduto improvvisamente.

Una volta chiarita la dinamica dell’incidente, sarà ora l’autorità giudiziaria di Chieti a stabilire se ci siano eventuali responsabilità, anche se attualmente non ci sono ancora notizie di reato. Ieri, è arrivato il nulla osta della procura per la sepoltura di Spiriticchio.

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