«Il piano di un nuovo canile municipale era un bluff»

23 Ottobre 2021

PESCARA. «Una totale confusione e solo tanto fumo a mal celare il disinteresse dell’amministrazione Masci verso un tema, quello della tutela del mondo animale, buono solo per le stagioni della...

PESCARA. «Una totale confusione e solo tanto fumo a mal celare il disinteresse dell’amministrazione Masci verso un tema, quello della tutela del mondo animale, buono solo per le stagioni della raccolta voti, senza che si sia fatto nulla di concreto per dare una nuova e adeguata sistemazione ai circa 70 cani attualmente ospiti nella struttura di via Raiale». L'accusa arriva dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Paolo Sola e Massimo Di Renzo che ieri di fronte al canile di Pescara hanno puntato l'attenzione sul futuro degli ospiti del rifugio alla luce del progetto della Città della musica a ridosso dell'area. «In oltre due anni di legislatura, sul progetto di un nuovo canile comunale l’amministrazione ha messo a registro solo tante promesse, spesso contraddittorie, e nessun passo concreto verso una vera soluzione», dicono.
«Si è passati dall’annunciare una nuova struttura nella zona Colli di Pescara, ormai due anni fa, a fantasticare di un rifugio intercomunale a Montesilvano in un terreno rivelatosi poi inadeguato e con delle progettualità insostenibili». Una possibile soluzione per la realizzazione di una nuova struttura si è profilata grazie a un privato che aveva deciso di donare al Comune di Pescara un terreno a Spoltore. «Circostanza che andava di pari passo con la pubblicazione di un bando, promosso dal ministero dell’Interno e rivolto agli enti in dissesto o predissesto, da 10 milioni di euro (tra il 2021 e il 2022)», dice ancora Sola.
«Il benefattore» aggiunge il consigliere Di Renzo, «in breve tempo ha trasformato quello che doveva essere un comodato gratuito (e non più una donazione) in una lunga lista di condizioni inderogabili: un progetto già realizzato da un tecnico di sua fiducia, la volontà di mantenere la proprietà di un’abitazione all’interno del futuro canile e il trasferimento di tutti i costi di adeguamento del terreno e degli impianti idraulici a carico del Comune. Oltre a mantenere il diritto a nominare personalmente un responsabile per le future adozioni canine, scavalcando quella che poi sarebbe l’associazione assegnataria della gestione del rifugio, soggetta anche alla valutazione di questo responsabile, che avrebbe la facoltà di sanzionarla in caso di violazioni».
Il gruppo del M5S parla di «pretese inaccettabili emerse in una fase successiva della trattativa, quando però il Comune aveva ormai ben pensato di partecipare comunque al bando ministeriale. Morale della favola: una situazione paradossale che ci pone nella condizione ipotetica di vincere il bando ma non poter usufruire del finanziamento da 560mila euro, non avendo la disponibilità né del progetto, né del terreno indicati nella domanda di partecipazione». Entro il mese verranno rese note le graduatorie del bando. (m.pa.)