Il Piano economico finanziario e il braccio di ferro gestore-governo

22 Dicembre 2021

Il primo gennaio è stato negli ultimi anni per gli automobilisti che percorrono l'A24 e A25 un giorno molto temuto a causa degli aumenti dei pedaggi autostradali. Tutto è iniziato tre anni fa quando...

Il primo gennaio è stato negli ultimi anni per gli automobilisti che percorrono l'A24 e A25 un giorno molto temuto a causa degli aumenti dei pedaggi autostradali. Tutto è iniziato tre anni fa quando Strada dei Parchi ha annunciato un aumento dei pedaggi pari al 12,89%. Un rincaro che gli amministratori del territorio non accettarono iniziando così a lottare per dire no. Il vero braccio di ferro, però, non è stato tra i sindaci e il concessionario, ma tra quest'ultimo e il Governo. Con la legge 228 del 2012, approvata 10 anni fa, il Parlamento chiese al Governo di approvare il nuovo Piano economico finanziario d’intesa con il concessionario per garantire così la sostenibilità dei pedaggi per l’utenza. A oggi però la situazione è ancora ferma. Questo stallo ha generato negli anni vari "scatti" dei pedaggi seguiti poi da altrettante proroghe o sospensioni. Dopo l'annuncio del rincaro del 12,89% del 2018 il primo ottobre ci fu la neutralizzazione dell’aumento delle tariffe. Stessa cosa accadde l'anno successivo quando Strada dei Parchi paventò un rincaro dei ticket autostradali pari al 5,59% e poi fece delle proroghe non facendolo entrare in vigore. L'ultima tappa della vicenda è quella degli ultimi mesi con un paventato aumento del 34,5% e lo stop della concessionaria. (e.b.)