«Il pieno? Può costare fino a cento euro»

Automobilisti esasperati, c’è chi abbandona la macchina: costi troppo elevati, così non si va avanti
PESCARA. C'è chi si accontenta di un rifornimento di 5 euro. E chi è costretto a riempire il serbatoio con 20 euro di benzina, ogni giorno, per correre al lavoro e portare i figli a scuola e allo sport. Un pieno di benzina o diesel può arrivare a costare anche 100 euro, sostengono i benzinai. Il caro carburante, unitamente al caro viveri, caro caffè e caro bollette, sta facendo perdere il sonno alle famiglie e agli automobilisti che girano per strada con gli occhi incollati ai cartelli che indicano le tariffe dei vari gestori, sprecando tempo e gasolio per cercare la pompa più a buon mercato.
Ieri i prezzi erano più bassi rispetto ai giorni scorsi, dal record di 2,4 euro per un litro di benzina si è passati ai 2,014, stessa tariffa per benzina e diesel, che nei giorni scorsi aveva sorpassato la prima, in termini di prezzi. Serenella è mamma di Ludovica, 15 anni, si ferma al distributore: «Ogni giorno metto 20 euro di benzina per portare i figli a scuola e calcio, tra la Di Marzio in via Arapietra e un campo sportivo di Rancitelli. Prima dei rincari, con la stessa cifra ci giravo per tre giorni mezza città». Giusy D'Andrilli si ferma ad un altro distributore: «Vengo qui perché so che trovo spesso i prezzi ribassati. La tariffa più alta che ho incrociato giorni fa è 2,478 euro. Non si può continuare così, perdiamo il sonno. Se potessi andrei in giro in monopattino o in bici, ma scendo dai Colli e devo accompagnare i figli a scuola e fare la spesa in centro. Prima della guerra, anche se il caro benzina non dipende certo da essa ma c'è chi ci specula, facevo rifornimento con 15 euro, ora non me la cavo con meno di 20. La macchina la prende anche mio figlio e mio marito va in motorino».
Stessa scelta adottata da Andrea, preparatore atletico allo stadio: «Uso la macchina solo quando piove. Da 30 anni utilizzo la moto, una Yamaha 125, per spostarmi agilmente in città senza il problema dei parcheggi e per schivare il traffico. Con 10 euro a settimana mi sposto da Montesilvano, zona Porto Allegro, fino allo stadio». Il motociclista fa una sosta nella piazzola antistante la pompa di benzina, su viale Bovio, «chiusa da quattro anni» e utilizzata dagli automobilisti come parcheggio di auto e cicli. Non è la sola. Stessa sorte per un altro impianto in piazza Duca degli Abruzzi «chiuso da sette anni», sostengono i passanti. Un'altra pompa, vicino a Villa Sabucchi, è transennata e usata, negli spazi interni, come discarica.
Qui davanti passeggia Luca B. che preferisce «andare a piedi quando non sono costretto, per lavoro, a fare rifornimento di carburante». Paola Cesarone, prof all'Alberghiero, si ferma alla pompa di via Ferrari. Paga il dovuto al benzinaio, riflette sulla spaventosa situazione mondiale, ammette che «il momento non è facile».
Beatriz, 28enne di origine spagnola: «Sono arrabbiata e preoccupati per i rincari e per il governo che ci tartassa. La benzina serve e c'è chi specula».(c.co.)
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