«Il poliziotto della Mobile non dev’essere punito»

23 Marzo 2016

PESCARA. «Se c'è una norma deontologica che è stata violata, ci devono dire qual è, e comunque l'eventuale sanzione deve essere proporzionata, non certamente il trasferimento. Mi auguro che il...

PESCARA. «Se c'è una norma deontologica che è stata violata, ci devono dire qual è, e comunque l'eventuale sanzione deve essere proporzionata, non certamente il trasferimento. Mi auguro che il questore e quelli che sono i nostri vertici locali dimostrino di essere impermeabili». Nella sua tappa pescarese, il segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, Gianni Tonelli, ieri mattina, in questura, ha fatto riferimento al caso che ha visto coinvolto un investigatore della questura di Pescara, finito nel mirino del presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, in un suo discorso di qualche giorno fa in consiglio regionale. Nell'occasione, D'Alfonso, a proposito delle indagini in corso della procura di Pescara su La City, aveva rimarcato di avere stima dei magistrati, ma di «non avere la stessa opinione» su un poliziotto. Ma quello di ieri a Pescara, per Tonelli è stato anche il giorno successivo all'interruzione del digiuno, intrapreso per protesta «contro una politica e un governo che deve farsi carico della sicurezza di tutti i cittadini», si legge in un volantino distribuito dal Sap. Ma l’attenzione era tutta rivolta al caso dell’investigatore della questura: «Si era ipotizzato il trasferimento di un collega della Mobile, ma voglio sperare che questo non accada perché è inaccettabile. Il collega ha fatto riferimento alle sue indagini? No. Ha fatto riferimento al presidente della Regione? No. Allora è inutile che qualcuno si sia sentito colpito o offeso». Il riferimento di Tonelli è a un commento personale postato su Facebook dall’investigatore. «Penso che se il mio collega avesse fatto riferimento alle sue indagini o avesse fatto dei nomi», ha aggiunto Tonelli, «sarebbe sicuramente in corso una responsabilità disciplinare. Ma così non è stato: ha condiviso un sentimento di forte sfiducia verso la politica e credo sia un sentimento diffuso. Siamo cittadini, viviamo in un contesto sociale e condividiamo gli umori di quella che è la società in cui viviamo».

Infine, l’invito ad abbassare i toni: «Il questore e l'amministrazione dovrebbero farsi scivolare questa vicenda, poi valutare dopo, a bocce ferme, se ci sono i margini o gli elementi per un provvedimento disciplinare, ma siccome i margini non ci sono non possono punire il dipendente. Non possiamo sanzionare quanto non esiste».